«I grandi stilisti massacrano i giovani»

«I nostri stilisti parlano tanto dei giovani, dicono che sono il nostro futuro ma poi se possono massacrarli passandoci sopra con una sfilata lo fanno». La fashion week milanese si conclude con una nuova polemica. A sollevarla ieri il presidente della Camera della Moda, Mario Boselli. Che tiene a specificare: «Mi riferisco al nostro calendario dove i grandi nomi si concentrano tutti nei quattro giorni centrali così la stampa e i buyer che contano restano a Milano solo per questi giorni. In questo modo sia i giovani che i marchi minori vengono massacrati». Se le grandi griffe invece decidessero di aprire e chiudere la settimana della moda, il problema, secondo Boselli, non sussisterebbe: «Bisognerebbe avere un calendario di otto giorni, e che ci fossero due grossi nomi all’inizio e due alla fine, così stampa e buyer resterebbero a Milano».
Nella settimana appena conclusa le sfilate dei «big» si sono infatti concentrate fra giovedì e lunedì. E a calcare le passerelle, ci sono state anche le collezioni di tanti giovani designer più o meno emergenti, sia italiani che stranieri. Giovani che secondo Boselli sono stati penalizzati proprio dai grandi. Certo c’è da tener conto anche della crisi, e del fatto che secondo alcuni produttori, gli ordini in questa settimana della moda sono addirittura calati del 20-30% rispetto alle precedenti. Ma restando in tema di nuovi talenti, bisognerebbe prendere esempio da Parigi. Dove il calendario conta nove giorni e per questa settimana (iniziata ieri) aprono e chiudono due istituzioni come Balenciaga e Louis Vuitton, quindi nessuno osa partire prima o arrivare dopo. I nostri stilisti? «Sono i più bravi al mondo - conclude Boselli - ma non sono consapevoli della loro forza, e non la usano».
Ieri intanto, a dimostrazione che invece Camera e Comune stanno facendo qualcosa di concreto per i nuovi talenti, durante il convegno «Fashion Party», l’assessore ai Giovani con delega alle Attività Produttive Giovanni Terzi ha presentato diversi progetti, fra i quali l’«Oscar della Moda»: iniziativa rivolta «agli stilisti emergenti che sia una spinta alla creatività e che stiamo cercando di organizzare con la Camera della Moda». E poi «Enjoy Milano», progetto con l’obiettivo di «recuperare un pubblico giovane e rendere Milano più attraente a livello internazionale». Quindi: metrò e ristoranti e locali aperti fino a tardi, musei aperti e tanti eventi.