I grillini: «L'Affittopoli di Pisapia»

Il consigliere Calise denuncia in Procura mancati incassi per 204 milioni in case e negozi del Comune

Maria SorbiAmmonterebbero a 204 milioni di euro i crediti non riscossi dall'amministrazione Pisapia per la locazione degli immobili di proprietà del Comune. A denunciarlo con una conferenza stampa a Montecitorio, i consiglieri 5Stelle Mattia Calise e Silvana Carcano, la candidata sindaco Patrizia Bedori e Alessandro Di Battista. Il dossier nascerebbe «dalle segnalazioni di alcuni dipendenti comunali» e il risultato è stato consegnato alla Procura. Fra i morosi, ha spiegato Calise, «anche la sede di un partito di maggioranza, di cui non possiamo fare il nome per questioni legati alla privacy e che deve ancora al Comune 20mila euro». Per un ristorante del centro i canoni non riscossi ammonterebbero a 500mila euro e lo stesso ristoratore, secondo la denuncia, avrebbe riaperto in un altro immobile comunale lasciando un altro «buco» di quasi 200mila euro. «Ci chiediamo come sia possibile che una cifra così macroscopica sia passata sotto il naso dei nostri amministratori», l'attacco di Calise alla giunta Pisapia. Eclatante anche il caso di un assegnatario di casa popolare che però vanterebbe un Isee da 76mila euro e un patrimonio di 2 milioni fra titoli e depositi bancari. «Tranquilli, non c'è nessuna Affittopoli», mette subito le mani avanti l'assessore alla Casa Daniela Benelli e assicura che a Miano non esiste nessun caso simile a Roma. Non ci sono affitti di favore, né giri di appartamenti di lusso. Però le cifre denunciate dai grillini qualche dubbio lo fanno venire. Secondo il report dei 5Stelle, infatti, dal Sistema informativo del settore centrale Casa del Comune, risulta che al 29 gennaio la morosità totale per il patrimonio ammonta a 204 milioni e 434mila euro, per 21.246 contratti abitativi e 1.039 commerciali. Di questi, 62 contratti superano i 100mila euro di morosità. Di qui la richiesta della candidata sindaco Bedori di una «commissione di inchiesta: ci sono 23mila persone in attesa di casa e oltre 200 milioni da incassare subito e da usare per ristrutturare 9mila alloggi». L'assessore Benelli, invece, tenta di smontare il lavoro da 007 fatto da Calise: «Quella dei grillini non è un'inchiesta ma un polverone da campagna elettorale basato su conti fantasiosi o male interpretati. E che strumentalmente nulla dicono delle azioni che il Comune e il gestore, Mm spa, hanno già messo in atto o hanno tuttora in corso per il recupero delle morosità». I 204 milioni di buco di cui hanno parlato i grillini «sono l'arbitraria somma di 5 anni di morosità delle case popolari». Con il nuovo gestore delle case di edilizia pubblica Mm è già cominciato un lavoro di verifica delle morosità a partire dai redditi più alti. Per molte di queste sono già in corso i provvedimenti di decadenza, ovvero il decreto di rilascio dell'alloggio. Mentre per le fasce di reddito più basse, si stanno concordando i piani di rientro. Nel caso dei contratti non ad uso abitativo, come i negozi, «tutti i casi di morosità - precisa l'assessore Benelli - sono noti e sono stati già perseguiti, in alcuni casi con lo sfratto già eseguito» e poi «si è parlato di un partito politico moroso nei confronti del Comune: è bene precisare che il partito ha già rilasciato il locale e sottoscritto un piano di rientro. Quello stesso immobile è già stato riassegnato ad un'altra associazione. Sfratto eseguito o azioni legali già in corso anche per i due ristoranti di cui si parla». Si vedrà chi ha ragione.