I legali di Formigoni: «No alle tv in aula»Processo Maugeri

Ha preso il via ieri mattina il processo sui presunti rimborsi pubblici indebiti per 200 milioni di euro pagati dalla Regione alla Fondazione Maugeri. I difensori dell'ex presidente regionale e attuale senatore di Ncd Roberto Formigoni, imputato per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, hanno chiesto ai giudici della decima sezione penale di escludere dall'aula le telecamere dei cronisti. «Un provvedimento che ammettesse le tv - ha precisato il legale dell'ex governatore - non comporterebbe un sereno svolgimento del processo».
I difensori di Formigoni, inoltre, hanno chiesto di trasferire il processo a Pavia. La questione preliminare è stata riproposta ieri, nonostante l'incompetenza territoriale fosse già stata sollevata e respinta in udienza preliminare. L'avvocato Mario Brusa, che difende l'ex presidente della Regione insieme al professor Luigi Stortoni, ha sostenuto che il primo episodio risale al 1997 con la firma di un contratto di consulenza (per l'accusa tutti i contratti di consulenza sono fittizi) tra la fondazione Maugeri e una delle società di Pierangelo Daccò (anche lui imputato). Per l'avvocato, pur ritenendo insussistente il reato di associazione per delinquere, ha sostenuto che la presunta «associazione non poteva che essere a Pavia». Sulle eccezioni preliminari il Tribunale si è riservato di decidere il prossimo 29 maggio.