I media guru raccontano come sarà la nostra vita

Parla Maria Grazia Mattei, fondatrice del progetto di incontri con i massimi esperti di digitale. Domani il giapponese Matsuda

«Meet The Media Guru» è un titolo che evoca scenari un po' inquietanti, di un mondo virtuale dominato dalla religione della cybernetica. E invece l'intento di Maria Grazia Mattei, fondatrice della piattaforma di incontri che da nove anni mette su un un palcoscenico milanese i maggiori esperti del digitale in ogni settore (dall'editoria al design all'arte), è fondamentalmente rassicurante: fare il punto sulla grande rivoluzione tecnologica che ha già cambiato le nostre vite per imparare a capirla senza esserne schiavi.

Domani alle 19.30, alla Mediateca Santa Teresa di via Moscova 28, un nuovo appuntamento metterà di fronte al pubblico il designer e filmaker giapponese Keiichi Matsuda, che racconterà attraverso i suoi film visionari il presente e il futuro di quella che ha definito la nostra «Realtà Aumentata». Altro termine inquietante? «Niente affatto - spiega la Mattei - perchè quello di Matsuda vuole essere uno dei tanti scenari di una realtà in velocissima trasformazione attraverso la tecnologia digitale e i nuovi media. I suoi film, per intenderci, disegnano una realtà vistuale parallela a quella reale con cui ci confrontiamo quotidianamente anche senza accorgercene». Un esempio? «Le città moderne, a cominciare dalle case che le abitano, hanno forme e vita invisibili perchè sono un concentrato di dati e informazioni con cui siamo meccanicamente abituati ad interagire attraverso i software dei telefonini, dei pc e perfino degli elettrodomestici. Oggi in Europa camminiamo davanti a un museo e con una app siamo in grado di interagire con i messaggi che ci manda quell'edificio, con tutti i suoi contenuti. Mitsuda, con i suoi film digitali, ci mostra questa “iperrealtà“». L'aspetto più interessante della rassegna «Meet the Media Guru» - a cura anche della Camera di Commercio di Milano - è che si rivolge non a un pubblico di addetti ai lavori, come si potrebbe immaginare, ma a tutte le persone di ogni generazione: perchè lo «tsunami digitale», come lo definisce la Mattei, è un aspetto che riguarda la vita di chiunque. E allora le serate svolte alla Mediateca come su altri palcoscenici cittadini (dal Teatro Dal Verme a Palazzo Reale) hanno riscosso un enorme successo di pubblico. «Prima dell'estate, ad esempio, Paola Antonelli del Moma di New York ha raccontato il ruolo, l'organizzazione e le tecnologie dei musei e delle mostre del futuro, mentre il sociologo della modernità Zygmunt Bauman ha illustrato l'impatto culturale, nel bene e nel male, dei social network e delle nuove tecnologie sulla società. Per il suo intervento, fuori dal Teatro Dal Verme c'era la coda fino a corso Magenta».

Già perchè la rivoluzione digitale è un fattore ineluttabile che intacca ogni aspetto della realtà, dalle relazioni al lavoro, dal rapporto genitori-figli alla gestione domestica. «Da questi 56 incontri (raccolti nella collana A tu per tu con la cultura digitale - ed. Egea) è emerso a chiare lettere il periodo di transizione che stiamo attraversando e che, malgrado i ritardi italiani in termini di infrastrutture digitali, ci porterà entro cinque anni a una chiara definizione del nuovo mondo. Un mondo dove genitori e figli parleranno un linguaggio più simile e anche le professioni saranno profondamente modificate. Chi oggi parla di lavoro e disoccupazione senza tener conto di questi aspetti, sta parlando del nulla».