I motori rombano al museo La storia dell'Alfa in 70 auto

«Quando vedo un'Alfa Romeo, mi tolgo il cappello». E se a dirlo era un signore di nome Henry Ford, gli si poteva credere. Ruggivano gli anni Trenta e il modello di punta del Biscione si chiamava 8C 2900, una berlinetta superleggera che filava come un siluro e, in America, incantava i Rockefeller. Oggi quell'auto, insieme a una settantina di altri modelli che hanno fatto la storia dell'automobilismo, del costume e della società, incanta almeno 10mila appassionati al mese: tanti sono, in media, i visitatori del rinnovato Museo storico Alfa Romeo di Arese. In totale oltre 40mila visitatori dalla riapertura, a fine giugno.Un successo che ha mille ragioni: il fascino mai sopito di un marchio che emoziona da sempre. Ma anche un progetto e un allestimento concepiti come una narrazione continua: lo si capisce fin dall'esterno, con lo storico Centro direzionale anni Settanta ravvivato da una struttura tubolare rosso fuoco che accompagna nel cuore degli spazi espositivi. Dentro, tutto è puro mito e passione: sei semipiani sfalsati raccontano una storia divisa in tre aree tematiche. Si inizia con la sezione Timeline, che ospita 19 vetture delle diverse fasi della storia dell'Alfa, dei suoi stabilimenti e dei suoi uomini, in un cerchio cronologico che parte dalla nonnina 24 Hp A.L.F.A. (che sta per Anonima Lombarda Fabbrica Automobili) del 1910, e arriva all'aggressiva 8C Competizione del 2007.In mezzo, leggende come la 6C Freccia d'oro, la 1900 Super Sprint, la Montreal, l'Alfasud, l'Alfetta, la 156. Ma Alfa Romeo è anche estetica, creatività, design: i fili rossi della sezione Bellezza, con auto e prototipi concepiti da maestri dello stile e «vestiti» da designer come Zagato, Sala, Castagna, Touring. Fra le concept car, veri pezzi unici, spiccano la 2000 Bertone del 1954, l'affilatissima Carabo del 1968 e l'Iguana di Giugiaro, dell'anno successivo, contemporanea alla 33/2 Speciale di Pininfarina. Fra le intramontabili, la 6C Villa d'Este, reginetta degli anni '40, la Duetto, le varie versioni della Giulietta «Fidanzata d'Italia» e la mitica Giulia. Un piano sotto, le luci si abbassano: è l'area Velocità, che rievoca, con filmati e materiali d'archivio, la grande stagione delle gare e dei piloti-eroi pronti a giocarsi la vita sul filo dei chilometri orari.L'epoca d'oro si apre con bolidi come la 6C 1500 Super Sport che dominò la Mille Miglia del 1928. In questi anni, e precisamente nel 1923, apparve per la prima volta il simbolo del Quadrifoglio su una delle RL «Targa Florio», preparate per la gara siciliana che all'epoca era già leggenda. Meno fortunata, ma altrettanto iconica, è l'aerodinamica 8C «Le Mans», che sfiorò una storica vittoria sul suolo francese il 19 giugno 1938, lo stesso giorno in cui gli azzurri di Vittorio Pozzo sollevavano a Colombes la Coppa del Mondo di calcio. Sempre a proposito di imprese in casa di storici avversari, chiude il percorso la Gran Turismo 155 V6 TI che vinse a Nürburgring nel 1993.