I movimenti nella maggioranzaal Pirellone

«Vi do una notizia. Non ci sarà il rimpasto di giunta». Così Roberto Maroni, sia pur con una battuta, toglie speranza ai tanti (qualcuno anche nel suo partito) che speravano in un aggiustamento in corsa della squadra. O almeno in qualche cambio di nome. «Il risultato della giornata è che sono tutti soddisfatti» ha detto Maroni dopo l'incontro con i rappresentanti dell'economia e dei sindacati, invitati a Palazzo Lombardia per dare le pagelle alla giunta. Insomma, il tagliando a un anno dall'insediamento della giunta Maroni è andato bene, nonostante il clima difficile favorito dalle inchieste della Procura.
Ma soprattutto il ciclone che si è abbattuto sui vertici di Infrastrutture lombarde ha tolto altro mordente alle richieste del Nuovo centrodestra di conquistare posizioni in giunta ai danni di Forza Italia. Anche l'ipotesi di aggiungere un assessore e un sottosegretario - di cui si discuteva e ancora si discute - per il momento sembra congelata, anche se non definitivamente chiusa in soffitta. «Vedremo che cosa accadrà nelle prossime settimane» dicono dai vertici della Regione.
L'arresto di Antonio Rognoni, così legato alla giunta Formigoni e all'area di Ncd, invita Maroni a muoversi con la massima cautela, tanto più se si tratta di dare spazio al partito che - a torto o a ragione - è massimamente nella bufera a causa dell'inchiesta.
Ieri mattina Maroni si è confrontato al telefono con Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture. Al centro dell'attenzione la vicenda giudiziaria e le sue pericolose ricadute su Expo. In un momento del genere, per di più quasi in campagna elettorale per le Europee, aprire spazi al Nuovo centrodestra può risultare ancora più complesso del previsto.
La coordinatrice lombarda di Forza Italia, Mariastella Gelmini, è soddisfatta dello stop di Maroni. «È sempre stata la nostra posizione. Rimpasto è una parola vecchia, che gli elettori non capiscono. E oltre tutto, cambiare le posizioni sarebbe una scelta totalmente slegata dal giudizio positivo sulla giunta arrivato ieri. Noi diamo piena fiducia a tutti gli assessori di Forza Italia presenti nella squadra. Riteniamo che abbiano svolto un buon lavoro. Non spostiamo di una virgola la nostra delegazione. Se poi Maroni vuole fare altro, faccia pure» dice Gelmini. Concorda il capogruppo in consiglio regionale, Claudio Pedrazzini: «Bravo Maroni che ferma il rimpasto. La giunta funziona. Semmai i problemi sono fuori dalla giunta. Eventuali ritocchi sono pensabili dopo le Europee, quando avremo la prova dei reali rapporti di forze».
Nelle settimane scorse si è parlato di aggiungere un assessorato (o addirittura due). Era stato lo stesso Maroni a confrontarsi sul tema con esponenti di Forza Italia. L'ipotesi prevalente era lo spacchettamento delle deleghe alle Infrastrutture. L'idea era di dividerle tra Mobilità e Pianificazione strategica (Grandi Opere) e il nome in pole position quello del capogruppo di Ncd in consiglio regionale, Mauro Parolini. L'attenzione del Nuovo centrodestra era rivolta in particolare a Expo. L'allargamento della giunta sembrava un'ipotesi accettata o almeno accettabile. Ma poi è esploso il caso Rognoni.