I negozianti non vanno in ferie: aperti 7 su 10

Si poteva fare la spesa in tutti i 202 supermercati della città

Sette negozi aperti e otto ristoranti o bar su dieci. Sarà la crisi, saranno gli appelli di Comune e associazioni di categoria, sarà il rinnovato senso civico dei commercianti, ma «saracinesca selvaggia» sembra ormai solo un ricordo. La città non si svuota e per chi è costretto a restare almeno far la spesa non è un dramma. Milano d’agosto è aperta, assicurano i dati raccolti dagli agenti della polizia annonaria che hanno verificato le aperture di alimentari, pubblici esercizi, mercati e grande distribuzione. «Risultati nettamente superiori al 2004 - esulta l’assessore al Commercio Roberto Predolin -, i commercianti hanno risposto con coscienza all’appello». Lo hanno fatto sicuramente i proprietari di panifici, puniti con solo 8 sanzioni per il mancato rispetto del turno di apertura, la metà rispetto allo scorso anno.
Aperti, dunque, 322 panifici e 262 panetterie (il 65 per cento). Dato confortante, anche perché lo scorso anno i panifici aperti erano 277 (54 per cento) e le panetterie 228 (55). Punta minima nella zona 7 (Baggio) con il 52 per cento delle aperture, punte massime nelle zone 9 (Niguarda-Affori, 96 per cento), 2 (viale Zara, 73) e 5 (Ticinese, 72). Per le rivendite di pane situazione critica in zona 8 (Sempione-Certosa, 36 per cento), mentre nessun problema in zona 9 (93 per cento aperte) e zona 5 (75). Aperti 1.476 negozi di alimentari. Sette su dieci, mentre l’anno scorso erano 1.318 e si faticava ad arrivare al 60 per cento. Punta minima di aperture in zona 8 con un negozio aperto su due, massima ancora in zona 9 con addirittura il 95 per cento. Aperti tutti i 202 supermercati alimentari, mentre nei 23 mercati comunali coperti lavorano 158 operatori. Il 54 per cento, in leggero calo rispetto al 2004. Cucine in funzione per 1.609 ristoranti (81 per cento) e caffè a disposizione in 3.506 bar, stessa percentuale. Nel bilancio rispettivamente 227 e 546 in più rispetto alla stessa settimana dello scorso anno. Maglia nera al Ticinese con il 66 per cento di aperture.
«Dai dati relativi a questa prima settimana di agosto - spiega Predolin - emerge il quadro di una città aperta a 360 gradi, assolutamente pronta a rispondere alle esigenze dei suoi abitanti e a prestare attenzione alle zone storicamente considerate “delicate”. Basta dare uno sguardo al numero di alimentari o di bar e ristoranti aperti e metterli a confronto con il 2004 per capire che il commercio milanese ha saputo operare con sensibilità e coscienza di fronte alla prospettiva di una così alta presenza in città».
«Ci aspettavamo un 7-10 per cento in più di aperture rispetto allo scorso anno e siamo andati oltre le previsioni - sorride Giorgio Montingelli, Unione del commercio -. Ma anche la seconda settimana dovrebbe andare bene con almeno un 10 per cento in più. Circa 2.200 fra bar e ristoranti aperti in più rispetto al 2004». Buone notizie, ma non son tutte rose e fiori. «Anche i commercianti risentono della crisi - spiega Montingelli - e molti non faranno le ferie. Purtroppo ci si ricorda dei negozi di vicinato e della loro funzione solo in agosto».