I No Tav dietro i rave party di Milano

L'organizzatore degli eventi è un grillino vicino ai centri sociali e al movimento contro l'Alta velocità

Eduardo Maria Antivalle. Carneade, ma chi è costui? Si chiederebbe don Abbondio nei «Promessi Sposi». E anche noi ce lo siamo chiesti, prima di scoprire su Facebook che Eduardo Maria Antivalle è amministratore e organizzatore di eventi presso la «Limited-Edition», l'organizzazione da cui scaturiscono i rave, oppure, botellon party che invadono ormai a scadenza quindicinnale Milano.

Grillino, legato al mondo dei No Tav, dei centri sociali, occupatore abusivo di stabili, il profilo di Antivalle non ha nulla di così sconvolgente, una persona comune che vanta anche un'azienda, la «Report», e la dicitura dell'azienda recita: «Procacciatori d'affari di vari prodotti senza prevalenza alcuna». Si trova in via Rogoredo 13. E fino a qui chi vuole sospettare può farlo vista la generecità della dicitura, vista la libertà che Antivalle professa organizzando botellon party senza che nessuno gli dica niente. In fin dei conti oggi non c'è il proibizionismo e se in una di queste «feste» un ragazzo si può strafogare di birra o di qualche altra sostanza liquida o in polvere fino allo sballo, sono problemi suoi.
Sono problemi nostri però quando vediamo che dopo l'articolo uscito sul «Giornale» il 18 luglio, di feste ne sono apparse altre due: una il 5 settembre 2014 a piazza Leonardo da Vinci e una il 19 settembre al parco Lambro, insomma una ripetizione di quelle dell'11 e della prossima del 26 luglio. Sopresi di questa ripetizione ci aspetteremmo d'essere invitati, magari anche se siamo astemi non possiamo escludere di divertirci! Ma continueranno a divertirsi sempre meno i milanesi che abitano in quelle zone che hanno la libertà di godersi il silenzio allo stesso modo in cui i duemila o quattromila ragazzi invitati su Facebook hanno la libertà di fracassarsi i timpani.

Prosegue la battaglia di Giulio Gallera, responsabile cittadino di Forza Italia Milano, e di Marco Cagnolati, consigliere della Zona 3, contro questi raduni gratuiti, sì perché se una normale azienda che vuole fare una festa in uno spazio pubblico della città è costretta a pagare, l'azienda Report o Limited Edition di Eduardo Maria Antivalle non paga nulla. Due pesi e due misure? Se fare un botellon party a Milano pare un diritto della gioventù, non si capisce però quale dovere sborsi, visto che i cittadini che pagano un affitto in quelle zone hanno un ugual diritto al silenzio.

E poi si parla dello strapotere dei politici, e magari sono proprio questi giovani a urlare contro questo strapotere, contro l'arroganza della politica, peccato che organizzare un botillon ubbidisca esattamente alla stessa logica di prevaricazione dell'altro. È l'arroganza dell'orgoglio di essere un cittadino comune, che si prende il diritto di vivere due luoghi di Milano come se fossero suoi, senza che nessuna autorità possa impedirglielo. Ma d'altronde oggi il nome «autorità» è così dileggiato, che riuscire a riportarlo alla stessa altezza del volume sonoro che queste feste usano è davvero un'impresa.