I paletti per le moschee: telecamere e architettura

Accordo sulla proposta di legge con i requisiti dei luoghi di culto Servirà anche il parere dei cittadini

Telecamere agli ingressi collegate con la polizia locale, strade adeguate, posteggi e anche bagni per disabili. Niente referendum, ma comunque l'obbligo di sottoporre i progetti alla conferenza di Valutazione ambientale strategica. Sono alcuni punti dell'accordo stretto ieri dai partiti del centrodestra che hanno firmato la modifica alla proposta di legge presentata in Regione dalla Lega per stabilire i «principi per la pianificazione delle attrezzature per i servizi religiosi». Un'intestazione generica che ha evidentemente preso di mira la costruzione di nuove moschee. Primo appuntamento domani in commissione Territorio, con il presidente Alessandro Sala (Lista Maroni) che prevede «un voto in aula già a gennaio».

Tempi stretti che spingono il capogruppo di Fratelli d'Italia Riccardo De Corato a chiedere al Comune di fermarsi e «aspettare che siano varate le nuove norme» per evitare che «un progetto che già appare inadeguato, finisca per essere monco e soggetto a ricorsi». Per il capogruppo del Carroccio Massimiliano Romeo il referendum consultivo è stato tolto perché «visti anche i tagli che Roma ha fatto sui Comuni» non era il «momento giusto» per far spendere soldi ai cittadini. Ma l'obbligo di Valutazione ambientale strategica obbligherà i Comuni a sottoporre i progetti ai residenti. «E voglio vedere quale sindaco - aggiunge Romeo - si assumerà la responsabilità di dare il via libera a una moschea se ci saranno i cittadini in assemblea a dirgli che sono contrari». Per l'assessore al territorio Viviana Beccalossi proprio qui sta la novità. Perché i Comuni «saranno obbligati a dare pubblicità a tutti i cittadini e ai soggetti interessati, offrendo loro la possibilità di esprimere la propria opinione». Inoltre un parere «dovrà essere chiesto anche alle forze dell'ordine» e agli uffici provinciali di questura e prefettura per «valutare i collegati effetti di sicurezza pubblica».

Tornando alle telecamere, il maxi emendamento al pdl prevede «con onere a carico dei richiedenti, la realizzazione di un impianto di videosorveglianza esterno all'edificio che ne monitori ogni punto di ingresso e collegato con gli uffici della Polizia locale». Imposte inoltre strade di collegamento «adeguatamente dimensionate», posteggi «in misura non inferiore al 200 per cento della superficie lorda di pavimento dell'edificio da destinare a luogo di culto» e «servizi igienici, nonché l'accessibilità alle strutture anche per i disabili». Per il capogruppo Ndc Luca Del Gobbo «in Lombardia e specialmente a Milano esistono già numerosi luoghi di culto camuffati da centri culturali: la libertà religiosa è un principio intoccabile, ma è necessario creare le condizioni affinché tutto avvenga nel pieno rispetto delle regole e della convivenza». Con il segretario regionale Alessandro Alfieri, il Pd ricorda la necessità di «coniugare il principio di legalità con il diritto sancito dalla Costituzione di professare il proprio credo religioso: vigileremo perché questa legge non sia un tentativo per aggirare la Costituzione, altrimenti daremo battaglia».