I piani segreti per pulire la città: prezzi low cost contro i graffiti

Dalla prossima settimana una nuova campagna per «ripulire tutti gli stabili comunali dai graffiti entro gennaio» e per i due anni successivi mantenimento della pulizia e offerta di abbonamenti a prezzi convenienti per i condomini privati. E poi lo «spazzamento globale» di strade e marciapiedi senza la necessità di spostare le auto che nel 2010 riguarderà quasi tutta la città (1.413 i chilometri già nel 2009), 19mila nuovi grandi «cestoni» per le immondizie nelle strade, moltiplicazione dei metri di marciapiede lavati, la rimozione immediata delle discariche abusive che sono in costante aumento, lo spazzino di via e la nascita di una Fondazione Amsa per organizzare iniziative di sensibilizzazione ambientale. Sono questi alcuni dei punti del Piano di miglioramento dei servizi proposto da Amsa già da aprile al Comune «senza far spendere un centesimo in più ai cittadini milanesi». Un impegno a rispondere a problemi nuovi che aggrediscono Milano. «Come i tanti cantieri aperti - spiega il presidente Sergio Galimberti -. Nelle altre città d’Europa li coprono con recinzioni che sono opere d’arte. Qui sono ricettacolo di sporcizia e degrado». Ma non solo. Perché la Milano ogni giorno è «sporcata» da centinaia di migliaia di pendolari che entrano per lavorare. Le periferie trascurate? «Non è vero - assicura Galimberti -. Certo ci sono quartieri frequentati da particolari etnie che creano problemi». È sempre più spesso, sottolinea il presidente ma lo ha detto anche il sindaco Letizia Moratti qualche giorno fa, un problema di buona educazione. Il peggioramento delle abitudini e dei comportamenti personali è contagioso. «Per questo - annuncia Galimberti - nasce la Fondazione per rapportarsi con aziende e istituzioni. E promuovere progetti nelle scuole. Educhiamo i bambini per raggiungere anche gli adulti». Con l’idea che creare una «cittadinanza attiva sia il modo migliore per promuovere comportamenti virtuosi». Aiutati, magari, dallo spazzino di via. Un punto di riferimento stabile per tutta la zona, dotato di telefonino e magari anche di un palmare per segnalare immediatamente alla centrale operativa l’emergenza da risolvere. Che si tratti di sporcizia, traffico o anche degrado. Magari anche criminale dato che le due cose spesso vanno a braccetto. «Vogliamo coinvolgere, nell’impegno a pulire, tutto il quartiere - spiegano all’Amsa -. In via Padova è già partita la prima sperimentazione e i residenti sono molto soddisfatti. Ora si tratta di estendere le aree di intervento». Un impegno considerevole, dato che i cattivi comportamenti fino al 12 novembre hanno portato a 5.838 sanzioni per violazione del decoro urbano. Con sempre più milanesi che invece di depositare le immondizie nei raccoglitori condominiali, lo lasciano nei cestini per strada. Per non parlare dei cani che continuano a sporcare i marciapiedi o la media di interventi giornalieri per scarichi abusivi che sono raddoppiati, passando dai 31 al giorno del 2005 a 64 nel 2009. Un lavoro supplementare per Amsa che già ogni giorno raccoglie 2.200 tonnellate di rifiuti ordinari. Ed effettua 12.600 ritiri speciali prenotati al telefono e 1.370 via internet.
Maggiori interventi ma anche la ricerca di un servizio più razionale. «Rispetto ai costi preventivati nel Piano di servizio stipulato per il triennio 2008-2010 - sottolinea Galimberti -, grazie alle sinergie e a una maggiore efficienza il Comune risparmierà 85 milioni». E poi? «La città dovrebbe essere più grata agli operatori di Amsa. Persone che fanno un lavoro difficile. Con grande impegno e professionalità. E di cui troppo spesso ci si dimentica».