«I pm in Regione non ci fanno paura»

Turbativa d’asta, 28 persone coinvolte, le perquisizione negli uffici di fianco ai suoi. Assessore Bresciani, com’è possibile che lei non sapesse nulla dei progetti sotto accusa?
«Eh, bella domanda».
Nemmeno un sospetto?
«Se l’avessi avuto l’avrei sollevato».
Ma lei è pur sempre l’assessore alla Sanità.
«Appunto. L’assessore ha il compito di dare gli indirizzi politici, spetta al direttore generale provvedere all’esecuzione tecnica».
Però era al corrente della gara sotto accusa?
«Non mi occupo delle procedure. A me viene solo comunicato il risultato finale ed eventuali irregolarità. Ma in quel caso non mi è stato segnalato nulla».
Detta così, sembra che lei e il direttore Carlo Lucchina non lavoriate assieme.
«Io sono il direttore d’orchestra, lui suona l’opera. Se il musicista incappa in una stecca, non è colpa del direttore».
Che fa, prende le distanze?
«No, non è mica detto che Lucchina sia colpevole. Il rapporto di fiducia resta e io sono per la presunzione d’innocenza».
Però ancora una volta la Guardia di finanza è entrata in Regione. Al Pirellone c’è chi parla di clima di commissariamento. Di assedio dei magistrati.
«Io sono ben contento che i magistrati facciano il loro lavoro, la cosa non disturba o fa paura. Anche gli organi di controllo interni stanno collaborando con i pm».
Ma...
«Ma facciano in fretta, è di estrema importanza che i tempi siano stringati».
Altrimenti che succede?
«Altrimenti rischia di rimetterci l’intero sistema sanitario. Invece stiamo parlando solo di qualche eventuale pecora nera in un gregge che è bianco».
Non reputa eccessiva l’attenzione da parte della magistratura?
«No. E poi a me trascurano tutti».
Non lo dica due volte. Nell’inchiesta sulle tv negli ospedali sono finiti di mezzo i suoi collaboratori stretti.
«Sì, ma ognuno ha i suoi compiti e io non posso verificare ogni singolo passaggio di ciò che avviene negli uffici. Non posso sapere dove si nasconde un possibile reato».
Fatto sta che i magistrati hanno sequestrato una marea di carte al Pirellone.
«Va benissimo l’attenzione verso la Regione Lombardia. Ma lo stesso zelo ci sia anche per le altre Regioni. Soprattutto quelle dove i buchi di bilancio sono enormi e dove le cose non funzionano. Forse in quei casi il problema non è qualche mela marcia, ma un sistema corrotto. Che noi non abbiamo».
Quindi lei sostiene che il sistema lombardo non sia malato?
«Funziona, e funziona molto bene. Se però i magistrati non chiariscono questa storia, si rischia di lasciare un alone che col tempo potrebbe far perdere fiducia sul sistema sanitario. E sarebbe davvero grave».
Lei incalza la magistratura. Ma la Regione che fa per migliorare le cose?
«Io e Lucchina stiamo mettendo a punto un provvedimento molto importante. Ovviamente ora il nostro lavoro è stato interrotto ma lo riprenderemo presto».
Di che si tratta?
«Saranno stabilite nuove regole per evitare casi come quelli della clinica Maugeri e del San Raffaele».
Cioè metterete ordine nella galassia delle cliniche convenzionate?
«Non solo lì. Ci saranno sanzioni per chi non rispetta i patti. Chi non esegue ciò che promette dovrà sostenere comunque i costi di quella spesa e chiederemo più garanzie al momento del contratto».