I poliziotti di periferia benedetti dal Papa: «Una vita per l'oratorio»

L'immagine autografa del Pontefice a due agenti di Quarto Oggiaro Hanno combattuto spaccio e bullismo nella parrocchia di via Aldini

Troneggia nel salotto di casa la pergamena benedetta dal Papa. «Mi ha preso un colpo quando me l'hanno detto - racconta l'ispettore capo Luigi Manzo -. Non me l'aspettavo proprio, io ho fatto solo il mio dovere». Siamo a Quarto Oggiaro, come è noto una delle periferie più difficili della città: domenica l'ispettore capo Manzo, in servizio al commissariato di Bonola e in pensione dal giugno scorso, ha ricevuto con il maresciallo Rocco Lo Cascio, la «benedizione papale» per il «prezioso operato» rivolto alla parrocchia di frontiera di via Aldini.

I due sono stati insigniti dell'immagine autografata di Papa Francesco domenica appunto durante la messa delle 10.30, dal parroco della chiesa dei santi Nazario e Celso. I due agenti si sono prodigati «per allontanare dalla parrocchia, e dall'oratorio, personaggi che gravitavano nello spaccio, teppisti, piccoli gradassi - spiega il vice parroco, padre Sergio - che si atteggiavano a boss rendendo non facile la vita comunitaria». La motivazione ufficiale è generica, e riguarda i tanti anni di vicinanza e di operato dei due agenti per liberare la parrocchia di Quarto Oggiaro, appunto da una decina di ragazzi che terrorizzavano il quartiere. «La chiesa era diventata ostaggio di un gruppetto di malavitosi e la gente aveva paura a frequentare oratorio e chiesa. Parliamo di un paio di anni fa - racconta il commissario Manzo - la situazione era diventata insostenibile, tanto che nessuno entrava più in parrocchia». Dopo la segnalazione del parroco «abbiamo iniziato a collaborare con il comandante dei carabinieri di Musocco, Rocco Lo Cascio, abbiamo messo sotto controllo questo gruppo di ragazzini, una decina circa, di cui uno arrivava addirittura da Pavia, che spacciavano nel cortile della chiesa, fumavano spinelli, facevano piccoli furti, facevano esplodere petardi durante le funzioni. I ragazzi alla fine ci conoscevano. Abbiamo parlato con loro tante volte, spiegato cosa rischiavano, sono stati segnalati all'autorità giudiziaria, grazie anche alla collaborazione del parroco, sacerdote noto in Vaticano per il suo impegno, e dei cittadini: Quarto Oggiaro è abitato anche da tante brave persone». Manzo nel quartiere ci ha vissuto per trent'anni e lo conosce bene: «Ci ha aiutato tantissimo un anziano, Pippo V. che fungeva un po' da custode della parrocchia, anche perché non sempre noi eravamo presenti, lui era la sentinella 24 ore su 24. Ci vorrebbero persone così in ogni quartiere!».

«Il parroco, grato per la ”liberazione” della sua amata parrocchia, ha chiesto alla Santa Sede di poter avere una pergamena autografata dal Papa - racconta don Sergio - per essere stati così vicini alla comunità». «Da un po' di tempo la chiesa è tornata a essere piena - racconta un fedele - e l'oratorio molto frequentato nonostante il quartiere difficile, qui preghiamo e giochiamo, stiamo serenamente».