I Pulitzer del "non giornalismo" all'Edicola 2.0

In corso Garibaldi 83 i premi provocatori per finti professionisti, furbetti e fake news

C'era una volta «Chi se ne frega». Non il motto fascista, ma una scanzonata e burlesca rubrica del settimanale satirico Cuore che colpiva a manca più che a destra e chiunque diventava un obiettivo sensibile. Gli anni Ottanta erano al crepuscolo e il «fuoco amico» sarebbe venuto dopo. Almeno nel gergo. Non tanto e non solo perché il periodico - di ispirazione comunista - non facesse sconti ai trinariciuti, quanto per il fatto che non faceva sconti a giornali e giornalisti.

«Chi se ne frega» era infatti il titolo di una rubrica in cui l'ironico censore elencava una serie di notizie apparse sui quotidiani, con la caratteristica di non essere di alcun interesse pubblico. In sintesi, una «non notizia» degna appunto di essere condita via dalla frase più disfattista dell'italico lessico.

Ebbene, stiano tranquilli, lettori e giornalisti, non si sta annunciando la resurrezione dell'augusta galleria di Cuore. Semplicemente la seconda edizione di una singolarissima iniziativa, il «Festival del non giornalismo» che fa della «non notizia» il suo piatto più prelibato. Nato dalla mente di due giornalisti veri - Andrea Montanari e Marcello Bussi, di Milano Finanza - si è affacciato su facebook, piazza virtuale ma frequentatissima, per poi conquistare una piazza in carne e ossa. «Premi a passanti, partecipanti e perfino al pubblico non pagante» annunciano i due burloni promotori che stasera dalle 18.30 davanti all'edicola 2.0 di corso Garibaldi 83 apriranno lo «show». Il tema, nemmeno a dirlo, sono le fake news. Il falso doc. Inutile. Di chi se ne frega.

«Il boom delle non notizie impera su giornali, tv, siti e blog. Un'esplosione di verità artefatta che il festival denuncia da anni cercando di far capire l'importanza del lavoro giornalistico» l'ennesima provocazione degli ideatori. In linea con i contenuti anche i riconoscimenti riservati al «giovane non giornalista», alla «non carriera», al «non giornalista dell'anno» e a «Un certain markette» di chiara ispirazione del festival cinematografico più prestigioso del mondo e altrettanto più snob dell'intero pianeta. Insomma la categoria più inflazionata alla Mi manda Picone si mette in burla da sola. Ma già... Chi se ne frega.