I sogni di Pisapia e l'incubo Leonka Salta il vertice di maggioranza

È stato rinviato a data da destinarsi il vertice di maggioranza, convocato per ieri pomeriggio dal sindaco Pisapia. All'ordine del giorno «priorità», in cui sarebbe dovuto discutere delle delibere fondamentali per la chiusura del mandato, tra cui appunto il «caso Leoncavallo». Il vertice, cui avrebbero dovuto partecipare capigruppo e segretari di partito, sarebbe dovuta servire a mettere un po' di ordine in una maggioranza ormai allo sbando e a tirare una linea netta tra chi vuole continuare ad appoggiarla e chi no. La goccia che (questa volta) ha fatto traboccare il vaso è stata la mancata approvazione della delibera sul Leoncavallo entro i termini, ovvero il 30 aprile. Un delibera voluta fortemente da Sel - tanto che il capogruppo Mirko Mazzali ha rassegnato le dimissioni all'indomani della seduta - e dal sindaco, e osteggiata dalla sinistra radicale e dai ribelli del Pd. «Continuano le polemiche ideologiche sul Leoncavallo» commentava, non a caso, ieri il socialista Robertto Biscardini.

Nonostante il partito di maggioranza in Comune stia cercando di non fare troppa pubblicità (escluso il circolo Pd Città Mondo con Stefano Boeri e il responsabile Cultura Pd milano Daniele Nahum che hanno espresso apertamente la loro contrarietà) è indubbio che si registri più di un mal di pancia nel partito rispetto alla legalizzazione del centro sociale. Ma tant'è il sindaco, che ragiona su scala nazionale, puntando a fare da pontiere per la una nuova sinistra, nega attriti nella sua maggioranza («a livello locale, a Milano e dintorni, c'è un'assoluta collaborazione» raccontava nell'intervista di ieri a Left ). Omettendo, tra le altre cose, l'altolà dei renziani all'indomani del tentativo di intestarsi il successo della manifestazione di domenica «Nessuno tocchi Milano». Ma tant'è alleanze e prospettive stanno mutando.