I soldi ai canadesi fanno arrabbiare tutti i teatri cittadini

Un finanziamento di 8 milioni al Cirque du Soleil scatena invidie e recriminazione tra gli artisti

«Ci permettiamo di esprimere rammarico sull'opportunità di promuovere lo spettacolo dal vivo con un'organizzazione avente sede in Quebec - si legge nella petizione lanciata dal regista lombardo Piero Maccarinelli - al fine di sollecitare il ministero in una maggiore e più convinta opera di valorizzazione degli artisti italiani. Al di là del coinvolgimento di maestranze e artisti italiani Expo è da sempre considerata una rara occasione promozionale soprattutto per il paese organizzatore, in questo caso l'Italia che, sobbarcando i costi di questa organizzazione, dovrebbe essere il primo paese a trarne benefici».

Tradotto: la società organizzatrice ha preferito dare lustro a una compagnia nota e apprezzata in tutto il mondo invece di portare alla ribalta le eccellenza milanesi e italiane. Il Cirque du Soleil, tra l'altro, è già stato ospite dell'Expo di Shangai: ora è vero che per Milano metterà in piedi uno spettacolo inedito cucito sul tema dell'esposizione universale, ma certo non rappresenta una novità.

La scelta è stata vista da molti anche come un «ripiego» o meglio: la città di Giorgio Strehler non ha niente da offrire? O almeno la società Expo pensa questo del panorama culturale sotto la Madonnina? Eppure l'evento internazionale dovrebbe essere un'occasione per il rilancio della nostra città e del paese intero, da tutti i punti di vista. La cultura italiana e i teatri milanesi sono senza dubbio qualcosa portare in scena con orgoglio - il ragionamento - non di cui vergognarsi.

«Considerato che Expo è l'occasione per fare dell'Italia una grande vetrina del suo patrimonio materiale e immateriale, che l'Italia è esempio nel mondo in quanto eccellenze artistiche e discipline di spettacolo dal vivo, come il teatro, la musica e la lirica con la presente - si legge - i firmatari chiedono di voler considerare come più utile un diretto coinvolgimento delle eccellenze italiane in luogo di artisti di altri paesi».

A indignare gli addetti ai lavori anche il cachet da oltre 8 milioni di euro per 85 repliche da maggio a ottobre nel grande teatro all'aperto del sito espositivo. La società Expo conta di rientrare nei costi con la vendita dei biglietti. Si tratta di uno spettacolo inedito e creato ad hoc, e in pochi sono in grado di riempire un'arena da 11mila posti, le motivazioni della scelta. «Siamo orgogliosi di aver scelto il Cirque du Soleil, una delle compagnie artistiche più conosciute a livello internazionale che realizza spettacoli concepiti come un unicum», ha dichiarato Giuseppe Sala, Commissario unico delegato del governo di Expo Milano 2015.