Tra i titoli in cartellone un giallo meneghino e i fatti di piazzale Loreto

Duecentocinquantacinque opere proposte, selezionate tra almeno duemila lungometraggi e mille cortometraggi, per una 66a edizione del Festival di Locarno - in cartellone fino dal 7 al 17 agosto - che il nuovo direttore artistico Carlo Chatrian definisce «di frontiera». La kermesse del Pardo vuole essere, come di tradizione, «il luogo dove si incrociano culture, tipologie di cinema e di narrazione, diversità, e dove per storia del festival si è sempre anticipato tendenze, con particolare attenzione al cinema russo, asiatico rumeno e americano indipendente». Sono sempre le parole del nuovo direttore artistico che ha potuto contare, per questa edizione, su un budget di dieci milioni di euro (500.000 euro in più rispetto allo scorso anno) e che ammette di avere selezionato una quindicina di opere in meno rispetto all'edizione precedente, perché «dire di no ad alcune opere è faticoso ma giusto». Da leggersi come un aumento di qualità per un festival che, comunque da sempre, ha mantenuto alti standard artistici. Quest'anno Milano gioca poi un ruolo particolare: oltre «al rapporto da sempre speciale tra Milano, la Lombardia e Locarno», come ha spiegato il presidente del festival Marco Solari con un naturale pensiero al bacino di utenza della kermesse, la città sarà protagonista all'interno di alcuni titoli in cartellone: sono La variabile umana del regista napoletano adottato da Milano Bruno Oliviero (Concorso in Piazza Grande), un giallo metropolitano ambientato all'ombra della Madonnina, con Silvio Orlando e Giuseppe Battiston nel cast, e Pays Barbare di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, che prende il via dai fatti di piazzale Loreto e della morte di Mussolini nel 1945. Tra i titoli italiani nella ricca selezione, l'attenzione è per Sangue di Pippo del Bono (Concorso Internazionale, 20 opere di cui 18 in prima mondiale) e The Special Need di Carlo Zoratti (sezione Cineasti del presente, 16 film, di cui 14 in prima mondiale), documentario dove protagonista è un giovane affetto da autismo alla ricerca di una donna con cui condividere il resto della vita. Fuori concorso, attenzione merita il titolo che darà il via al Festival il 7 agosto, e cioè Indebito di Andrea Segre, nel cui cast figura il cantautore Vinicio Capossela il quale, dopo la proiezione, sarà protagonista di un concerto in Piazza Grande. Nella stessa sezione, Attesa di un'estate (Frammenti di vita trascorsa) di Mauro Santini. Tra gli ospiti attesi in Piazza Grande, Christopher Lee (Excellence Award), Faye Dunaway (Leopard Club Award), Sergio Castellitto (Pardo alla carriera), Werner Herzog (Pardo d'onore). Infine, una ricca retrospettiva sul grande regista americano Geroge Cukor. Una selezione delle opere premiate al 66esimo Festival sono attesi a Milano, nella tradizionale rassegna Le vie del cinema, dal 16 al 18 settembre. Il programma sarà disponibile sul sito Lombardiaspettacolo.com.