I volontari si difendono dagli sfottò: «Eravamo autorizzati e Maran lo sapeva»

La sinistra li ha coperti di sfottò. Da «speriamo di salvare almeno il Cenacolo di Leonardo» ai fotomontaggi. Si è parlato di errore, di graffitismo selvaggio al contrario. I volontari dell'Associazione Pro Arco Sempione sono quelli ripresi in un video di Repubblica sabato mentre coprivano con la vernice una parte del disegno colorato realizzato in piazza Santissima Trinità nel 2001 da Pao, diventato negli anni un artista quotato. Era anche allora un graffito illegale, non autorizzato dal Comune, ma concordato con residenti e commercianti della zona. Ieri lo stesso Pao, con cui si è scusato telefonicamente già sabato l'assessore all'Ambiente Pierfrancesco Maran, ha ricordato dipinse il muro con i bambini, tutto finì con una bella festa di inaugurazione. «Mi dispiace per i maniaci dell'ordine e del monocromo, ma luoghi come via Cesariano ed il suo murale sono necessari alla città, per la salute mentale dei suoi abitanti e per lo sviluppo creativo dei suoi bambini - ha scritto il writer -. Certo il murales era scolorito, con qualche pasticcio sopra, ma è evidente che per molti era ancora preferibile al noiosissimo rosa pallido che hanno scelto. Maran si è scusato dell'incidente e mi ha chiesto di ripristinarlo, questa volta con tutti i permessi. Con piacere riporteremo il sorriso sui muri e sul volto dei bambini». Ma all'ennesima volta in cui hanno sentito parlato di pasticcio, incidente, anche i volontari di Pro Arco Sempione ci hanno tenuto a rimettere in ordine i passaggi. «Abbiamo agito nella rimozione del murales ormai vandalizzato e ammalorato da anni, nella piena autorizzazione e legalità. Autorizzazione che, va detto, mancava, in realtà, al tempo in cui quel muro fu dipinto nel 2001» hanno puntualizzato. I progetti di Pro Arco Sempione e dell'associazione Antigraffiti «sono stati condivisi e depositati presso gli uffici del Consiglio di Zona 1, che ha approvato il 5 maggio una delibera di finanziamento». Una versione confermata (ovviamente) dalla Pd in Zona Elena Grandi.

I volontari antigraffiti fanno presente che il progetto già prevedeva il ripristino della street art nella parte da coprire perchè ormai degradata. «Al termine della ripulitura delle tag - spiega l'associazione, riportando il contenuto della delibera e alcune foto del disegno deturpato tra via Cesariano e piazza Santissima Trinità - quello spazio sarebbe stato adibito ad altra nuova Street art. Non si specificava come. E sarebbe certamente stato più auspicabile un concorso di idee, magari partecipato anche dai bambini, piuttosto che l'unilaterale scelta di affidare nuovamente il muro allo stesso writer». Casomai domandando perchè «l'assessore Maran sabato sera sull'onda della polemica abbia contattato l'artista per chiedergli di rifarlo, come se fosse una marcia indietro del Comune, quando il ripristino della Street art era già previsto nel progetto originario approvato in consiglio di zona 1. Sarebbe bastato renderlo noto alla stampa, senza sconfessare l'operato dei volontari».