«Idroscalo, Penati alzerà bandiera rossa»

L’Idroscalo conquista la bandiera rossa. No, non quella cara all’assessore Irma Dioli e alla giunta di Palazzo Isimbardi. «La bandiera rossa che Filippo Penati dovrebbe al più presto issare è quella obbligatoria - secondo la società nazionale di salvamento - per garantire l’incolumità dei bagnanti». Parola di Max Bruschi di Forza Italia.
Ma a consigliare l’esposizione del segnale di pericolo all’inquilino di via Vivaio è pure la lettura delle relazioni di due periti, Flavio Massa e Giovanni Vergottini, che hanno «osservato» da vicino la «gestione e gli aspetti legati alla sicurezza» del bacino. Due periti di fama, due report conservati negli archivi della Provincia di Milano e un identico giudizio «negativo». Valutazione oggettiva anche per «prevenire atti pericolosi, microcriminalità e conflitti sociali» nell’area dell’Idroscalo. «Si scopre che, all’interno del parco, alcuni gruppi di etnia asiatica organizzano il gioco d’azzardo e che c’è un’alta presenza di venditori e tatuatori abusivi» fa sapere Max Bruschi, consigliere provinciale di Forza Italia, che in una nota sintetizza le due relazioni.
Ma il tasto dolente, continua Bruno Dapei, capogruppo provinciale degli azzurri, riguarda il personale: «Dall’analisi del perito Vergottini emerge che “tutto il personale della sala operativa, di fatto non ha una preparazione tecnico-professionale in materia di sicurezza”, che in “talune occasioni è demotivato” e che, spesso e volentieri, “per mancanza di direttive chiare e univoche opera per approssimazione”». Giudizio critico che Dapei accompagna a un’osservazione: «Bisogna dare al personale permanente della sala operativa la qualifica di polizia giudiziaria. Sarebbe cioè un’occasione per rivalutare quegli uomini che, quotidiamente, intervengono in situazioni anche di disagio senza avere alcuna copertura».
Evitiamo, per motivi di privacy, di riportare il report che il perito Massa fa del personale a busta paga della Provincia gestito dal geometra Aldo Pedrazzini. E mentre va segnalata «un’eccezionale efficienza del servizio sanitario» come dei «City Angels» piuttosto che del «servizio sommozzatori, l’analisi sul servizio della Polizia provinciale fa pensare: «La mancanza di professionalità - scrive il dottor Massa - fa sì che il servizio sia svolto in maniera approssimativa. Più di una volta, infatti, pur trovandosi in presenza di conclamato reato, essi non hanno proceduto come previsto chiaramente dalla legge all’intervento».
Denuncia che, naturalmente, chiosa Giovanni De Nicola, capogruppo provinciale di An, «non può essere riportata a tutti gli agenti indistintamente della polizia provinciale» ma che, comunque, «dà un segno della necessità di ripensare ai servizi di sorveglianza e di sicurezza dell’Idroscalo». Tema che, tra l’altro, Fi e An affronteranno domani in una conferenza stampa che annunciano «bollente»: «Presentiamo alla stampa un dossier tenuto nei cassetti della giunta. Carte segrete, fatti e misfatti dell’Idroscalo di Milano».