Allo Ieo compleanno senza Veronesi

Oltre 600 mila pazienti seguiti e circa 200mila interventi chirurgici effettuati. Sono solo alcuni dei numeri che raccontano i primi 20 anni dello Ieo, l'Istituto europeo di oncologia volutoda Umberto Veronesi. Il compleanno è stato festeggiato ieri mattina con un incontro nella struttura di via Ripamonti, al quale oltre ai vertici dell'Istituto sono intervenuti le istituzioni con il presidente della Regione Roberto Maroni, il sindaco Giuliano Pisapia, il presidente della Provincia Guido Podestà, il questore Luigi Savina e amici di Veronesi, come lo stilista Elio Fiorucci. Non c'era però il padrone di casa. L'oncologo fondatore del centro non ha infatti potuto partecipare, costretto al riposo da un infortunio domestico. Assente Veronesi, in rappresentanza dell'Istituto sono intervenuti tra gli altri il presidente Carlo Buora, l'ad Mauro Melis e i condirettori scientifici Roberto Orecchia e Pier Giuseppe Pelicci. «La storia dei nostri primi 20 anni conferma la solidità del modello Ieo , il primo ospedale di diritto privato no- profiti in Italia - ha sottolineato Buora - che ha permesso di coniugare sapere scientifico e conoscenza manageriale, principi di sanità pubblica e sanità privata».
Un modello vincente anche secondo il presidente della Regione Roberto Maroni: «questo - ha affermato - è un centro di eccellenza non solo per Milano e la Lombardia, ma a livello europeo». Il governatore ha quindi ricordato il «rapporto particolare» della Regione con l'Istituto e con Umberto Veronesi, chiamato nei mesi scorsi a guidare il gruppo di lavoro tecnico sulla riforma della sanità lombarda. «Festeggiamo il compleanno di un istituto che è un'eccellenza di Milano - ha invece detto il sindaco Pisapia - e che è stato capace di creare un nuovo modo di curare i malati e affrontare la malattia, mettendo al centro la persona. Bisogna far vivere l'esperienza dello Ieo non solo a Milano anche altrove». Durante l'incontro, da parte invece del presidente della Provincia Guido Podestà anche un riferimento anche al Cerba, il Centro di ricerca biomedica avanzata pensato da Veronesi e da realizzare nel parco Sud. «Sono passati troppi anni senza riuscire per ragioni diverse a dare sviluppo ulteriore al progetto», ha detto. A margine delle celebrazioni Podestà ha poi sottolineato che «è il Comune che deve dare le risposte» e che «cinque anni di attesa» dalla convenzione nel 2009 «sono davvero troppi».