IERI IL LIBRO ALLA CAMERA E DOMANI LE CERIMONIE IN CITTÀ

di Giannino della Frattina

Non ancora spente le polemiche per il divieto di celebrare la messa sulle tombe del Campo X a Musocco dove riposano militi di Salò e le vittime della mattanza partigiana seguita al 25 aprile e la galassia della destra si trova a dover aprire la pagina sempre più amara dell'annuale ricordo di Sergio Ramell, il diciottenne del Fronte della gioventù morto il 29 aprile del 1975 dopo una terribile agonia durata quarantotto terribili giorni. A colpirlo una Hazel 36, la famigerata chiave inglese impugnata dal servizio d'ordine di Avanguardia operaia che lo aspettò sotto casa e gli sfondò il cranio sotto gli occhi di mamma Anita che era alla finestra. Uno dei fatti più terribili di quei terribili anni di piombo che hanno fatto diventare Ramelli il simbolo di tanti martiri che sacrificarono la vita sotto i colpi della violenza rossa. E soprattutto nell'indifferenza di chiesa e istituzioni. Perché sembrava addirittura che il suo funerale (...)