«Impallinata» la commissione Expo

Manca un voto per istituire il gruppo di indagine sui conti: franco tiratore o un dietrofront (elettorale) di Monguzzi?

Ci riproveranno giovedì, ma l'istituzione di una commissione d'inchiesta su Expo in consiglio comunale sta diventando un percorso a ostacoli. E l'esito è tutt'altro che scontato. É stata chiesta dall'opposizione ma hanno firmato anche esponenti della maggioranza - dai radicali ai socialisti - che voglio vederci chiaro sui conti (non) dichiarati dall'ex commissario Giuseppe Sala, in campagna come candidato sindaco del Pd. Servono 25 voti a favore. Ieri dai banchi di Forza Italia è partito un tam tam ad essere tutti presenti al momento del voto segreto (gli azzurri Gianluca Comazzi e Aldo Vagliati erano a casa con la febbre ma si sono precipitati). Impegnato a Roma il capogruppo di Valori Milano Raffaele Grassi, a garantire i 25 sì doveva essere il Pd Carlo Monguzzi che, unico del suo partito, prima della seduta ha dichiarato che non si sarebbe astenuto. «A tre mesi dalle elezioni la commissione non può che essere uno strumento di propaganda - ha premesso - ma darò un voto tecnico a favore per garantire un diritto di democrazia che verrebbe a mancare». Eppure, la delibera non ha ottenuto il quorum dei 25 voti ma solo 24. Qualcuno non ha mantenuto i patti. É partita la caccia al «franco tiratore» o al riallineato a sinistra. Qualche maligno in aula ha addossato la colpa al centrista Carmine Abagnale che già una volta ha «salvato» mr Expo assentandosi per partecipare a un incontro politico, altri sostengono che proprio Monguzzi si starebbe giocando un posto non garantito nella lista del Pd alle prossime Comunali. É vero che potrebbe transitare nella «lista arancione» che sta nascendo a sinistra e dovrebbe essere guidata dalla vice Francesca Balzani. Ma quanto peserà alle urne la lista? E già due esponenti ambientalisti pronti sono ad aderire, Enrico Fedrighini e Elena Grandi. L'aula ci riproverà dunque giovedì, ma potrebbe essere l'ultima volta. Ieri i giovani del Pd nel pubblico hanno inscenato un flash mob con dentiere e poster per chiedere una commissione d'inchiesta in Regione dopo il caso sanità. «É ridicolo - sostengono Pietro Tatarella (Fi) e Riccardo De Corato (Fdi) - che quelli del Pd e l'assessore Majorino che alle primarie hanno attaccato Sala sui conti ora neghino la commissione perchè sono saliti sul carro di Sala». E il presidente dell'aula Baslio Rizzo ha scritto a Pisapia: «É grave che Sala, come dimostrano i verbali del cda in nostro possesso, quando è venuto in Comune abbia negato informazioni che invece aveva».ChiCa