«Impegno e passione, costruiamo un'alternativa»

Il consigliere comunale: interessante salto di qualità con Parisi

Alberto GiannoniMatteo Forte, consigliere comunale, cosa ha rappresentato per lei don Giussani?«Il suo carisma, il suo messaggio, hanno sicuramente influenzato il mio percorso umano. Mi ha fatto riscoprire la fede che mi era stata trasmessa dai genitori». E qual è il centro del messaggio suo e di Cl?«La pertinenza della fede alle esigenze umane e la scoperta di un gusto nuovo per tutti gli aspetti della vita».Tradotto in politica?«L'educazione alla fede mi ha dato un gusto nuovo anche per la politica, passione che mi era stata trasmessa a casa e che ho coltivato a scuola, poi all'università e infine con la candidatura in Comune».Cosa distingue un cattolico di Cl dagli altri?«In realtà non c' è una distinzione, il riferimento è alla dottrina sociale della Chiesa, che non intendo come un moloch, non è la sharia dei cattolici, deve sempre adattarsi alla realtà e ai problemi di tutti: lavoro, casa, figli, salute».La fede quindi è più un'ispirazione che una molla?«L'impegno è mio, la passione è mia, la molla è la mia passione, dopo di che l'incontro cristiano le dà forma, diventa capacità di incontro e di mediazione».Qual è oggi la situazione di Cl, dopo l'era ricordata per la figura di Roberto Formigoni?«Cl è un movimento ecclesiale e salvaguarda la sua natura. Chi viene da lì come me e altri più noti, si impegna personalmente, come tutti gli altri, verifica la pertinenza della fede con le cose quotidiane e le varie possibilità».Stavolta quali margini vede? «In questi 5 anni ho fatto scelte diverse da altri. Racconto quel che faccio, senza impegnare nessuno: io vengo dall'opposizione a una giunta ideologica, che ha fatto molto fumo - unioni civici e biotestamento - a uso e consumo dei militanti, ma poco arrosto. Il giudizio è disastroso. Il mio impegno è dentro un'alternativa».Con chi? «Il salto di qualità con Stefano Parisi riapre scenari interessanti. Ma non mi accontento del modello lombardo. Vorrei un'apertura ulteriore, un dialogo con Passera».Mai subito il fascino di Sala? «No, al di là della persona, il vero problema è che il perimetro resta quello della maggioranza. È un film già visto e non mi piace»