Imprese stritolate dalle tasse: in città la pressione sale del 24%

Aumenti vertiginosi sulle imposte locali per le imprese: +13% la media, che sale al 24% per gli uffici ad uso aziendale. È la fotografia scattata da Assolombarda, nel secondo «Rapporto sulla fiscalità locale», che confronta i dati del 2013 e del 2012 in 86 Comuni delle provincie di Milano, Lodi, Monza e Brianza. Quadro negativo che vede Milano al primo posto (di nuovo): gli aumenti della città riguardano tutte le imposte analizzate dalla ricerca, Imu, rifiuti, addizionale Irpef e oneri di urbanizzazione. Nella classifica della vergogna fiscale dopo Milano ci sono i Comuni limitrofi e più grossi: Cologno Monzese, Rozzano, Baranzate e Pieve Emanuele. Il carico di imposte si abbassa allontanandosi dall'area milanese e diminuendo in estensione: i più virtuosi sono Rodano e Casalpusterlengo. Così per un ufficio-tipo nel capoluogo di Regione si spendono 16.571 euro (9mila è la media), 2mila in più rispetto al 2012. Ma le peculiarità del Comune di Milano non bastano a giustificare i costi altissimi per le imprese, spiega Assolombarda: «La pressione fiscale è evidentemente eccessiva».