Ma Indro i «rossi» veri li ha battuti

Festa dell'Unità nel suo parco Sempre allergico ai mediocri, oggi Renzi lo ispirerebbe: un bersaglio ideale per le sue stoccate

Gli organismi competenti non hanno deciso sulla concessione dei giardini Montanelli tra via Palestro e corso Venezia per la Festa dell'Unità che quest'anno a Milano sarà nazionale. Dicono di essere in attesa delle planimetrie, come se il problema da risolvere fosse di carattere catastale e urbanistico.

E, invece, si tratta di ben altro. Il problema è di storia e di memoria. Dobbiamo domandarci se ci si trovi di fronte a un'appropriazione o a una profanazione o a un riconoscimento. Tutto nel nome del grande giornalista che dei giardini pubblici milanesi fu un assiduo frequentatore e che, se l'attuale progetto andrà un porto, sarà anche un assiduo frequentatore delle Feste dell'Unità.

Fece a suo tempo grande scalpore la presenza di Indro, nel 1994, alla Festa dell'Unità di Modena. A sinistra esultarono, il predicatore dell'anticomunismo s'era convertito rinnegando decenni di battaglie aspre e ideologiche. Quando poi ne parlammo, Montanelli diceva con vera o finta ingenuità che lui non aveva per niente cambiato idea. I «rossi» per catturarlo lo sommergevano d'applausi, anche se diceva che Carl Marx era un cretino.(...)