Indulto: tre sportelli per aiutare i detenuti

C’è chi è in trepida attesa dalla mattina di riabbracciare il fidanzato «abbandonato da tutti dopo che è finito dentro». Qualcuno esce in fretta e furia perché deve «correre in stazione e prendere il treno per tornare dalla nonna in Puglia». Un marocchino, invece, scopre di beneficiare di un mini sconto: invece di ieri sarebbe uscito stamattina. Solo alcune delle tante storie degli 181 detenuti che, grazie all’indulto entrato in vigore, sono usciti ieri dalle carceri di San Vittore, Bollate e Opera. Decisamente più problematica la situazione degli immigrati (845 su un totale di 2173 reclusi che benificeranno dell’indulto, il numero più alto d’Italia) che, dal carcere di Bollate, già affollano le sala d’attesa dell’ufficio immigrazione per il controllo del permesso di soggiorno: ieri in regola ce n’erano appena due sui primi 20 controllati. Istituzioni e associazioni di volontariato, intanto, si mobilitano. Verranno aperti tre sportelli che affronteranno i casi più gravi. Comune e Provincia hanno messo a disposizione 50 posti letto ciascuno.