Infrastrutture lombarde apre già la Porta di Expo

La bufera giudiziaria che a marzo ha travolto Infrastrutture lombarde con l'arresto del suo direttore generale, seppur dimissionario, Antonio Rognoni non ha impedito alla società interamente partecipata da Regione Lombardia di portare a termine il compito che le era stato assegnato nella galassia degli appalti legati all'Expo del 2015. Un cantiere infrastrutturale portato a termine entro i tempi previsti e realizzando un'opera di grande efficienza e assoluta qualità architettonica, come si è visto nella notte tra sabato e domenica quando è stato incasellato un tassello decisivo con il varo dell'ultima campata sull'autostrada A8, la Milano-Varese. Tanto da far dire alla società che con questo può considerarsi «aperta la Porta dell'Expo».
Con la posa dell'ultimo ponte che misura 200 metri di lunghezza per 4 tonnellate di peso, spiega Ilspa, «può considerarsi ultimato il complesso sistema di opere concepite per garantire accessibilità stradale al sito Expo e una migliore circolazione da un capo all'altro della futura città metropolitana». Un maxi intervento interamente realizzato da Infrastrutture Lombarde che si dispiega per una lunghezza totale di 3,5 chilometri e permetterà di collegare l'area di Molino Dorino e la Tangenziale Ovest all'Autolaghi e alla zona di Niguarda. Un collegamento che, anche grazie al chilometro di galleria che passa sotto Cascina Merlata e al sistema di ponti-viadotti, scavalca in sequenza la ferrovia Milano-Torino, l'autostrada A4, il sito Expo e la A8.
«Al di là delle chiacchiere - ha sottolineato il presidente di Infrastrutture Lombarde Paolo Besozzi presente alla posa della campata - parlano i fatti e i fatti dicono che quando Infrastrutture lombarde è la stazione appaltante e dirige i lavori, le opere vengono realizzate con precisione millimetrica e consegnate nei tempi previsti». Così come, spiega la società, nel caso della «travata continua di 600 metri costituita da più campate sostenute da tre enormi archi che cambiano definitivamente lo skyline della città per chi arriva dalle province dei laghi e dal nord Europa».
E, del resto, le accuse nei confronti dei dirigenti della società che è sempre stata il fiore all'occhiello del governo in Regione griffato Roberto Formigoni, riguardava presunte irregolarità negli affidamenti esterni di incarichi per la consulenza legale e il controllo degli appalti. Per questo hanno già depositato le istanze di patteggiamento l'ex dg Rognoni (3 anni), l'ex capo ufficio gare Pierpaolo Perez (2 anni e 8 mesi), l'ex direttore amministrativo della società Maurizio Malandra (un anno e 8 mesi, pena sospesa) e l'avvocato Fabrizio Magrì che ha depositato la proposta di patteggiare un anno e 10 mesi di carcere (pena sospesa) a cui si aggiunge la confisca di 840 mila euro tra beni mobili e immobili. Per loro come per altre quattro persone il gip Andrea Ghinetti ha disposto il processo con rito immediato che si aprirà il prossimo 18 settembre. Ora la posizione di Rognoni, Perez, Malandra e Magrì è stata stralciata e la richiesta di patteggiamento verrà valutata dal gup Giuseppe Vanore. Per gli altri indagati, una ventina, dopo l'estate i pm dovrebbero chiudere l'indagine.