«Le infrastrutture lombarde? Caso clamoroso di efficienza»

Raffaele Cattaneo, del dg di Infrastrutture lombarde Antonio Rognoni lei dice che è persona retta e pulita.
«E ora che ho potuto leggere la carte dell'indagine, dico che sono ancora più sorpreso del suo arresto».
In una mail alcuni imputati dicono che “se guardano nel computer di Perez siamo rovinati”. È l'altro in carcere, il capo dell'Ufficio gare.
«Quello che risulta dall'ordinanza di arresto sono solo contestazioni riguardanti gli incarichi conferiti agli avvocati».
Si parla di 224 milioni di euro di appalti truccati.
«Ma ci rendiamo conto di cosa parliamo? Rognoni con Infrastrutture lombarde ha gestito 20mila milioni di appalti. Oggi in pancia ne ha 11mila».
E allora?
«E di 244 milioni, 210 riguardano l'ospedale san Gerardo. Ne restano 14, vogliamo dire che il problema sta in un millesimo di quei 20mila milioni?».
Ci sono 67 capi di accusa.
«Sono le stesse fattispecie ripetute per diversi contratti: non aver sottoposto il bando ad almeno cinque concorrenti o contratti plurimi sotto soglia».
Sono violazioni della legge.
«Per l'amor del cielo. Cose che andranno verificate e casomai sanzionate, ma io mi chiederei cosa una società come Infrastrutture deve garantire».
La risposta?
«Ottenere il risultato. Non coprirsi le spalle come i burocrati nel pubblico».
Quali risultati?
«Dieci grandi ospedali pubblici, autostrade e la nuova sede della Regione a 1.700 euro al metro. Il costo di una media villetta».
E se gli appalti sono truccati?
«Quando c'è corruzione, i tempi non sono rispettati e i costi esplodono. Mentre in Italia servono 11 anni, Palazzo Lombardia è stato costruito in tre. E con costi del 30-50 per cento inferiori».
Questo cosa significa?
«Che Infrastrutture è un clamoroso caso di efficienza».
Ci sono otto arrestati.
«Perché venivano affidati i bandi ad avvocati di fiducia e non a chi magari avrebbe vinto una gara con lo sconto? Ma una gara fatta male che scatena i ricorsi di chi ha perso, sappiamo cosa costa alla comunità?».
La legge va rispettata.
«Pedemontana vale 4 miliardi, bandi così non li possono fare tutti. Mi spiego così l'incaponimento di Rognoni nel volere i migliori professionisti».
Lei era assessore alle Infrastrutture, su Rognoni metterebbe la mano sul fuoco?
«Per come l'ho conosciuto si è sempre comportato con grande correttezza. Certo era molto determinato al risultato. Magari ha forzato, interpretando la legge in senso estensivo per l'interesse comune. Ma da qui a meritarsi la galera».
Ha detto che Rognoni meriterebbe un'onorificenza.
«È il procuratore Robledo a dire che non ha preso soldi. Che non c'è evidenza del passaggio di nemmeno un euro».
Un colpo duro a Formigoni e al Nuovo centrodestra.
«Rognoni è un tecnico che ha sempre orgogliosamente rifiutato etichette politiche».
Era uomo di Formigoni.
«È chiaro che un'inchiesta sugli anni 2008-12 danneggia il periodo che fa riferimento a lui. Per questo mi chiedo a chi giovi colpirlo ora che altre inchieste ne hanno minato il potere».
Sui reati bisogna indagare.
«Il solo rischio è alimentare un sentimento sbagliato verso una politica fatta solo di malfattori. E di bloccare l'Expo, con enorme danno economico e d'immagine per l'Italia».