Ingegneri bulgari clonavano carte di creditoAppartengono a una grossa organizzazione

Hanno impressionato i carabinieri che li hanno arrestati per la loro calma imperturbabile, l'apparenza di persone ordinate e vestite con cura ed eleganza e un ostinato silenzio. Un mutismo che hanno interrotto solo per spiegare che loro - due bulgari di 33 e 32 anni - saranno pure finiti agli arresti per clonazione di carte di credito e conseguente furto di denaro da un bancomat di via Andrea Doria (zona Loreto) dove sono stati «beccati» in flagranza giovedì intorno alle 17. Tuttavia sono entrambi laureati in informatica ed ingegneria elettronica. E i loro «capi» li avrebbero addirittura esortati a saccheggiare i bancomat italiani perché le nostre carte di credito hanno tutte il microchip, che favorirebbe la tracciabilità delle coordinate per poi riuscire a estrarre denaro dal bancomat attraverso quello che sembra un normalissimo prelievo.
Dopo avergli trovato addosso e nella camera di un alberghetto non solo 79 carte di credito clonate, ma materiale elettronico (tra cui il famigerato skimmer) degno di un laboratorio specializzato nel campo ad altissimi livelli, ora i militari, anche grazie all'Interpol, stanno cercando di capire con chi hanno a che fare. I due ladri (che naturalmente si sono ben guardati dal fornire le loro generalità) potrebbero aver fatto chissà quanti colpi. E appartenere a una grossa organizzazione.