Inizia l'anno scolastico con tremila supplenti per le cattedre scoperte

L'ufficio regionale assicura: «Niente ritardi nei programmi» L'invito ai prof a dare più 10

«Eravamo sette fratelli e il primo giorno di scuola siamo usciti tutti insieme, accompagnati da nostro padre, con i nostri grembiuli e la cartella di cuoio». Così il sindaco Giuliano Pisapia ricorda su Facebook il suo debutto sui banchi di scuola. É il suo modo per augurare buon inizio al popolo di studenti (1.430.000 in Lombardia) che ha cominciato l'anno scolastico.

Nonostante le assunzioni della riforma Renzi, anche quest'anno la prima campanella suona in mezzo a docenti che hanno rinunciato alla cattedra e a supplenti chiamati all'ultimo minuto. Ma il direttore dell'ufficio scolastico regionale Delia Campanelli assicura: «Non ci sono cattedre scoperte, la situazione è buona». Tuttavia non risparmia una frecciata ai prof che hanno rinunciato al posto fisso pur di non trasferirsi da Sud alla Lombardia: «Io ho fatto anni di precariato. Un po' di elasticità a trasferirsi ci vuole».

Saranno circa 3mila i supplenti (di cui 2mila di sostegno) che fino a fine giugno insegneranno nei posti rimasti scoperti. «La continuità della didattica è salvaguardata» sostiene la Campanelli. Queste 3mila supplenze sono rapportate a un totale di 101.063 cattedre, cioè i posti dell'organico di diritto. Di questi, oltre 88mila sono i docenti ordinari, con 1.500 posti non coperti fino a ieri, per i quali sono stati individuati 500 destinatari. Le cattedre per l'insegnamento di sostegno in Lombardia sono più di 12mila: di queste finora ne risultano scoperte 4mila per le quali i destinatari trovati sono circa 2mila.

La piaga più delicata è quella degli insegnanti di sostegno: i supplenti che li sostituiranno spesso non hanno la qualifica per garantire l'assistenza nelle classi con studenti disabili. «Questo è un problema strutturale - specifica la Campanelli - Verranno messe in campo strategie per assicurare le giuste professionalità». Quasi risolto invece il nodo degli insegnanti con qualifica magistrale che hanno fatto ricorso al tar per essere integrati nelle graduatorie: anche a loro verranno assegnate le supplenze da qui alla fine dell'anno scolastico. A tutti gli insegnanti, soprattutto quelli delle superiori, il dirigente scolastico regionale lancia un invito: «Date 10 agli studenti meritevoli. La scala dei voti va usata per intero». L'obbiettivo è quello di favorire una meritocrazia vera. Risulta infatti che gli studenti lombardi siano fra i più «secchioni» d'Italia, ma non sempre la loro fatica viene riconosciuta nei voti di maturità, più strizzati rispetto a quelli di altre regioni. Gli alunni meritevoli sono in aumento del 32%. E se da un lato si vuole premiare il loro impegno (con viaggi all'estero, stage sportivi e contributi economici per l'acquisto di nuove tecnologie), dall'altro la scuola pensa anche agli studenti che di studiare non hanno una gran voglia.

Per gli «ultimi della classe» la Regione Lombardia ha anche stanziato 9 milioni di euro: serviranno a combattere la dispersione scolastica e a dare ai liceali «pentiti» la possibilità di trasferirsi in un istituto tecnico o professionale. Evitando abbandoni o bocciature. Non solo. La Regione sta anche per approvare un progetto di legge che prevede la programmazione dell'offerta di formazione professionale in relazione al fabbisogno economico. Rafforzando quindi i percorsi richiesti dalle aziende. A breve ci saranno anche delle «quote obbligatorie» di alternanza scuola lavoro e apprendistato.