Innamorato respinto tenta di suicidarsi Salvato da un agente

Problemi di cuore, uno studente di 26 anni si butta dal quarto piano. Afferrato al volo

Cristina Bassi

Se non fosse stato per la prontezza di un poliziotto, il giovane sarebbe probabilmente riuscito a morire per amore. Come aveva dichiarato di voler fare pochi minuti prima.

Il tentato suicidio ieri nella tranquilla e calda mattinata di via Maffei, una strada di palazzi eleganti a due passi da viale Monte Nero. Dove i bar sono ancora tutti chiusi e i custodi dei condomini ancora in ferie e dove quasi nessuno si è accorto della tragedia sfiorata. Siamo al quarto piano di un appartamento occupato da studenti fuori sede, già arrivati in città per partecipare ai primi corsi. Uno degli inquilini, italiano di 26 anni, è disperato e vuole uccidersi buttandosi dalla finestra. «Motivo: un amore non corrisposto», spiegherà successivamente lo scarno verbale stilato dalla polizia. Lo dice ad alta voce, manifesta chiaramente le proprie intenzioni a una delle due compagne di casa, coetanea e anche lei italiana. La ragazza naturalmente si spaventa, prova a convincerlo a cambiare idea. Ma quando capisce che l'amico non ne vuole sapere ed è deciso a farla finita, chiama il 112. Sono circa le 9. La volante del commissariato Monforte si precipita sul posto. Il civico del giovane innamorato ma respinto sitrova a meno di due chilometri e con le strade sgombre di fine agosto gli agenti arrivano prestissimo.

C'è appena il tempo di salire al quarto piano però, che il 26enne è già sospeso nel vuoto. Si è buttato e resta aggrappato al balconcino con il solo braccio sinistro, in equilibrio davvero precario. Salvarlo è stata questione di un secondo. Proprio nel momento in cui il poliziotto si affaccia, lui molla la presa e si lascia cadere. L'agente lo afferra al volo per la mano e gli impedisce di precipitare. Insieme al collega di pattuglia riesce a tirarlo su e poi di nuovo dentro casa. A quel punto è arrivata l'ambulanza e gli operatori del 118 hanno accompagnato il giovane studente all'ospedale Fatebenefratelli in codice giallo. Non era ferito, solamente scosso. I medici dovranno occuparsi più delle sue sofferenze.

A spiegare il gesto del 26enne ci sono solo le parole concitate dette all'amica un secondo prima di lanciarsi fuori. Poteva finire in uno dei tanti suicidi dell'estate, molti di giovani, molti a causa delle pene del cuore. Per fortuna questa volta erano pronti e vicini gli agenti del commissariato.