Inseguimenti e minacce: è guerra tra tassisti e Uber

Ancora scintille tra tassisti e «Ncc» (noleggio con conducente) dopo liti, scaramucce e risse iniziate l'anno scorso con l'arrivo di «Uber». Che non è un signore dal nome esotico, ma un applicazione per telefonini che consente di noleggiare un'auto. «Concorrenza sleale» tuonano i primi. «Siamo nei limiti di legge» replicano i secondi. E quando si incontrano sono baruffe. Come l'altra notte, quando le volanti sono intervenute due volte per separare i contendenti.
Il primo intervento alle 3.30 all'angolo tra Molino delle Armi e via Chiusa. Due ragazzi di 20 anni grazie a Internet individuano un «Ncc» e lo chiamano per farsi portare a casa. Ma le ronde delle auto bianche vigilano, così appena i due clienti salgono sulla vettura a noleggio, due tassisti sbucano dal nulla, si mettono di traverso per impedire al concorrente di ripartire, aprono le portiere e intimano ai ragazzi di scendere. Non certo il metodo migliore per far valere le proprie ragioni. Tra strilli e insulti, arriva una volante che verbalizza e identifica tutti: i tassisti, di 45 e 39 anni, e l'autista di Uber, 65 anni. In mezzo i due giovani, che mandati tutti a «vaffa» si allontanano a piedi.
La replica due ore dopo, quando altri due amici escono dall'Old Fashion di via Alemagna e si fanno venire a prendere da un'auto blu. Il tempo di ripartire e due macchine bianche inseguono, superano e bloccano il concorrente in via Pagano. Stessa scena: i tassisti, 32 e 61 anni, ordinano ai clienti di scendere, mentre l'autista dell'«Ncc» chiama il 112. A onor del vero, quando arriva la polizia, i taxi sono fermi ai lati della strada e i conducenti negano di aver mai bloccato con la forza l'altra vettura. Anche in questo caso, i passeggeri scendono e smoccolando si allontanano.
Ben peggio è finita nelle scorse settimane. Dopo un primo scontro fisico a luglio davanti alla discoteca Byblos altri ne sono seguiti al Just Cavalli e al castello Sforzesco e via via con una sempre maggiore frequenza. E sempre davanti alle discoteche, dove c'è maggiore richiesta di auto pubbliche. Tutta «colpa» di «Uber» che consente ai clienti di mettersi direttamente in contatto con gli autisti a nolo. Per legge dovrebbero attendere la chiamata in rimessa, ma sembra invece battano la città come una qualsiasi auto bianca. Il Comune ha tentato di regolamentare la materia con una delibera a favore dei tassisti, bloccata dal Tar dopo un ricorso dei «noleggiatori». Quindi in un sorta di «vacatio legis», la situazione si trascina tra mille polemiche, con il rischio di trasformare ogni chiamata in un feroce duello rusticano.
La situazione infatti sta esasperando gli animi e i tassisti, tra un rissa e l'altra, sono anche scesi in agitazione. Il primo sciopero selvaggio a fine gennaio, replicato il 20 marzo, con conducenti e famiglie a marciare per le strade della città. Ma una soluzione è distante, la «guerra» continua e si temono altre ronde e altre liti. Se non peggio.

Commenti

Moreno Dallari

Dom, 30/03/2014 - 12:46

I tassisti italiani, tutti evasori fiscali, sono il primo e sgradevole biglietto da visita che un turista incontra in Italia. Quindi sono corresponsabili della triste fama che abbiamo all'estero. Ben venga la loro estinzione, sostituiti con un libero, nuovo ed educato mercato.