Insetti nel piatto? Colpa dei genitori

La presidente delle mense: «Hanno voluto loro le erbette, può capitare»

É stata il suo congedo semi-ufficiale dal Comune. La presidente di Milano Ristorazione Raffaella Iacono si è dimessa a inizio settembre e sarà sostituita a breve. Il bando per la ricerca del nuovo manager è prolungato fino a domenica, pare che il sindaco voglia approfondire la possibilit di affidare all'amministratore unico anche il ruolo di direttore generale per alzare lo stipendio. «Abbiamo bisogno di un manager vero, competente e il tetto degli 80mila euro annuali sono un limite» ha ammesso giorni fa. La Iacono ha partecipato alla sua ultima Commissione a Palazzo Marino sul gradimento del servizio, e si è tolta qualche sasso dalle scarpe. Accusando i genitori rappresentanti delle commissioni mense di aver diffuso nelle ultime settimane «foto create ad hoc», dopo la polemica scoppiata sul caso della bimba accompagnata a mangiare da sola in classe perchè aveva portato la «schiscetta» da casa. Ha proiettato sul video a beneficio di consiglieri e mamme presenti (e a cui non è stato concesso di intervenire) alcune delle immagini «diffuse a giornali e tv». Tra i ritrovamenti dell'ultimo mese («abbiamo avuto una sfortuna pazzesca» ironizza) c'è stata una mosca nel piatto della frittata. «Si sarebbe disintegrata in cucina» sostiene. Facendo intendere che è caduta in mensa o peggio è stata posata. Potrebbero essere state recuperate persino dai cestini dei rifiuti («erano state appartate» il termine tecnico) le arance deturpate o la banana nera oggetto di altre foto-denuncia. Il caso più recente è il coleottero finito - secondo la commissione mensa - nel piatto di un bimbo in zona 8. «Non volevamo inserire le erbette nel menu, perchè sappiamo che la casistica di ritrovamento di insetti è molto elevata, ma hanno insistito. Mettiamolo nel conto, per quanto un coleottero sia sgradevole alla vista, e questo non è arrivato a nessun bambino: il piatto è stato fermato prima». Da qui, nuovamente, il sospetto che «si tratti di foto a volte create ad hoc, non ci sono data e luogo». E aggiunge che «i rappresentanti mensa sono eletti con 4-5 voti a testa». arole che fanno scattare l'opposizione. La consigliera Fi Silvia Sardone giudica semmai poco rappresentativi gli indici di gradimento dei pasti da parte di MiRi visto che «sul sito PappaMi inseriscono volontariamente i dati i genitori di 5 scuole». E Laura Molteni (Lega) a Patrizia Bedori (5 Stelle) rifiutano «le insinuazioni sulle mamme» che «non vanno certo a rovistare nei cestini per scattare foto e denigrare il servizio, il loro contributo al miglioramento della qualità va rispettato». Raffaella Crema, portavoce delle Commissioni mensa, rifiuta le illazioni: «Non capiamo i continui tentativi di screditarci da parte del Comune, come se dessero per scontato che vogliamo denigrare la mensa quando vogliamo solo migliorarla». Denuncia infine le difficoltà ad accedere ai menu riservati ai bimbi con allergie: «Chi porta le analisi da laboratori privati deve rifarli in quelli pubblici. Intanto le famiglie sono costrette a interrompere il lavoro e ritirare i figli perchè se mangiano in mensa stanno male». La «stretta» di MiRi ha fatto calare le richieste da 4mila a 3.300 in 3 anni.