Insulti alla Brigata ebraica Parisi: «I nuovi antisemiti»

Il candidato del centrodestra con le insegne dei partigiani ebrei sfida la contestazione (che fallisce)

Alberto Giannoni

Insulti e fischi. Ma la contestazione è un fallimento. «Sono quattro gatti, antisemiti» li liquida Stefano Parisi, candidato sindaco del centrodestra che sfila con la Brigata ebraica. Gli antagonisti si sono dati appuntamento davanti a San Babila, come ogni 25 aprile, con l'obiettivo di aggredire verbalmente le insegne dei partigiani ebrei. Alle 15 e 30, quando il cuore del corteo (a cui partecipano istituzioni, partiti e sindacati) passa dall'ultimo tratto di corso Venezia, si tocca con mano che gli antagonisti sono pochi, isolati. Faziosi a parte, la Liberazione stavolta sembra davvero una festa di tutti. Parisi è arrivato un'ora prima, all'angolo con via Boschetti. Accompagnato dalla moglie. Con lui c'è Bruno Dapei, ex presidente del Consiglio provinciale e oggi capo del suo staff, un antico amico della Brigata ebraica. E Yoram Ortona, esponente della comunità e candidato con la sua lista civica. Parisi si ferma a lungo con Maryan Ismail, candidata Pd ed esponente della comunità somala, nota per le battaglie contro l'integralismo islamico. Stringe tante mani. Incrocia Daniele Nahum, candidato Pd fra i promotori della Brigata ebraica. Poi Ada Lucia De Cesaris, la ex vicesindaco che guida una piccola delegazione del servizio d'ordine del Pd che ha l'incarico di «difendere» la Brigata ebraica dalle frange estremiste della sinistra. «Benvenuto? Benvenuta anche a te» sorride ironico. Parisi non si sente un intruso al 25 aprile. «Questa è la casa di tutti - spiega - non è la casa del Pd». Così risponde, indirettamente, anche a chi, come il sindaco, Giuliano Pisapia, ha chiamato in causa chi partecipa «solo durante la campagna elettorale». Parisi spiega la sua scelta, oggi che è un uomo pubblico: «Gli ebrei hanno questo grandissimo ruolo per la nostra libertà e tutti i giorni combattono per la loro libertà».

È tranquillo, non risponde a provocazioni evidenti. Si sente a suo agio. Saluta gli altri candidati, il radicale Marco Cappato, che come sempre partecipa al corteo insieme alla Brigata ebraica dopo aver reso omaggio al Cimitero di guerra degli Alleati al parco di Trenno. Una foto col portavoce dei 5 Stella Gianluca Corrado. Parisi è affiancato dai capigruppo di Forza Italia e Lega, Pietro Tatarella e Alessandro Morelli. A pochi metri i coordinatori azzurri Luca Squeri e Fabio Altitonante. Col candidato del centrodestra sfilano anche l'ex presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri, candidato con la lista civica, e Matteo Forte, schierato con Milano popolare. L'avversario principale Beppe Sala gli manda un «emissario» e in piazza Duomo si stringono la mano rapidamente. Parisi intanto ha incontrato qualche vecchia conoscenza, amicizie risalenti alla militanza socialista: «Questa è sempre stata la mia casa questa fin dagli anni settanta» dice ai microfoni. «Questa è la casa di tutti».