Insulti al ministro Kyenge, bufera sull'agente della polizia locale La bufala dell'orologio che ha viaggiato su internet

Finirà davanti alla Commissione disciplinare del comune l'agente della polizia locale che nel suo profilo Facebook, dove compare con la divisa di agente, ha dato della «primate scroccona» al ministro Cecile Kyenge. All'origine dell'invettiva del vigile che si definisce «di sinistra da sempre, sostenitore del Pci dal 1978 e poi del Pd» è la fotografia della Kyenge che il giorno di Natale serve il pranzo alla mensa per profughi del Centro Astalli gestito dai gesuiti a Roma, con al polso quello che molti social network hanno indicato come un Vacheron Constantin Patrimony Traditionelle Quartz in oro bianco da 23mila euro. Una bufala, secondo il marito Domenico Grispino: «Non mi risulta proprio. Io quando è entrata in Parlamento le ho donato un Lorenz da 200 euro, un orologio meccanico che rimane sempre indietro perché lei si scorda di caricarlo». Immediata al condanna del presidente della commissione Sicurezza Mirko Mazzali e nel pomeriggio la retromarcia del vigile che parla di un «infelicissimo commento». Porgendo «le mie scuse, in quanto davvero fuori luogo, visto che si tratta di una signora e di una ministra della Repubblica. Preciso che quanto ho scritto (sbagliato!!!) era a solo titolo personale, nulla avendo a che fare con la mia attività lavorativa, che in quel preciso momento ero a casa di riposo». Cosa che non ha impedito al comando di avviare una procedura disciplinare per un «comportamento sconveniente e grave». Ora la commissione dovrà decidere l'eventuale sanzione, a meno che la presenza di reato non comporti l'intervento della magistratura.