Inter e Milan litigano sul prato di San Siro «No agli allenamenti»

La polemica è scoppiata, non in modo dirompente ma comunque tale da incrinare i buoni rapporti di vicinanza intercorrenti tra Inter e Milan, improntati al sorriso (vedi il trasferimento di Silvestre in rossonero) ma sempre comunque pronti a sgambetti e scherzetti poco simpatici.
L'ultima querelle all'ombra della Madonnina riguarda questa volta l'erba di San Siro, le preziose zolle che tappezzano il prato del Meazza e che negli ultimi venti anni sono costate oltre 15 milioni di euro per le continue rizollature, incidendo pesantemente sui bilanci societari. L'Inter non deve fare allenamento a San Siro alla vigilia delle partite di campionato: questo il diktat arrivato da via Turati con l'imprimatur di Adriano Galliani ovviamente, che sull'argomento non si è mai espresso pubblicamente ma che ha recepito il grido di dolore del tecnico rossonero Allegri.
Già, perché sull'altra sponda il neo arrivato Walter Mazzarri, abituato a far calpestare il terreno del San Paolo ai suoi giocatori 24 ore prima di ogni match di campionato, ha espressamente chiesto all'Inter di continuare nella bella abitudine anche a Milano nella Scala del calcio. E allora ecco l'Inter a preparare gli schemi a San Siro alla vigilia della partita di Coppa Italia col Cittadella (4-0) e di campionato col Genoa (2-0), con malcelata irritazione in casa Milan per il nuovo prato appena approntato (non ancora ultimato) e già in condizioni da allarme rosso. Anche perché a peggiorare la situazione ci ha pensato l'allenamento di martedì sera del Psv Eindhoven (rigorosamente prescritto dall'Uefa prima dele gare di Champions) e la partita con gli olandesi di ieri sera.
Il motivo è semplice: il risparmio di 940.000 euro annui della scorsa stagione, con l'utilizzo di erba naturale (70 per cento) mista a sintetica (30 per cento) e relative luci particolari per riscaldare il campo (ma attualmente il terreno è al 100 per cento naturale e verrà portato a 70-30 durante la sosta del campionato di inizio settembre), rischia di essere vanificato dal maggior utilizzo da parte dei nerazzurri.
Il Grass Master System, nuovo terreno di gioco impiantato dodici mesi fa proprio dalla ditta olandese Desso, ha passato indenne oltre 70 partite e allenamenti di rifinitura pre coppe europee ma ora, appena rifatto dopo la nociva (per l'erba) serie di concerti estivi, incomincia già a perdere qualche pezzo, le zolle si sollevano e l'erba naturale-sintetica viene letteralmente divelta dalle entrate dei giocatori.
La colpa? Per il Milan è dell'Inter che ha voluto «infierire» sul terreno appena sistemato, ma i nerazzurri rispediscono al mittente le accuse: gli allenamenti del giorno prima sono leggeri, con corsette e palleggi e il terreno non è minimamente sollecitato né tantomeno viene rovinato. Quindi? L'irritazione parte questa volta da palazzo Saras in corso Vittorio Emanuele per quella che è ritenuta una polemica inutile e dannosa. Non intende replicare il capo ufficio stampa nerazzurro Leo Picchi (si, proprio lui, il nipote del mitico capitano interista Armando). «Il Milan non ci ha fatto sapere niente, non è uscito alcun virgolettato sull'argomento da parte rossonera e quindi per noi è tutto tranquillo e regolare». Il caso è chiuso? Presto per dirlo certo è che già tira aria di derby.