Internet, prostituti a 12 anni: presi clienti "insospettabili"

Minori offrivano sesso in cambio di vestiti griffati Arrestati imprenditori, artigiani e padri di famiglia

L'inizio delle indagini fu traumatico anche per gli stessi investigatori. Durante un normale controllo i militari della stazione di Limbiate scoprirono un ragazzino di appena 12 anni mentre aveva rapporti sessuali con un adulto, un uomo anziano, che poi è stato indagato. Quella era però solo la punta di un iceberg dalle tinte fosche, composto da viziosi milanesi e pavesi tra i 30 e i 60 anni - imprenditori, commercianti, imprenditori, ma anche operai, perlopiù mariti e padri di famiglia con una rispettabilissima facciata - che gli investigatori della sezione indagini telematiche del nucleo investigativo del comando provinciale di Milano, coordinati dal pm Andrea Fraioli, avevano appena iniziato a far emergere. Dopo un anno di indagini è venuta fuori una storia da brividi. Protagonisti gli adulti, che offrivano ai minorenni 50, 100 euro, oppure abiti e occhiali griffati, smartphone, scarpe firmate. Alimentando una rete di prostituzione minorile maschile (i ragazzi coinvolti hanno tra i 12 e i 17 anni e sarebbero quattro anche se uno non risulta tra le imputazioni del provvedimento di custodia cautelare) che se non fosse stata a estirpata a dovere non avrebbe potuto che proliferare. Venuto a galla con i suoi particolari più squallidi, quel mondo sommerso ha già mandato in carcere due uomini, mentre altri sette sono ai domiciliari (la pena prevista va da uno a sei anni d icarcere) e quattro sono stati solo indagati perlopiù incensurati (solo due recidivi). Tutti residenti tra Milano Abbiategrasso, Garbagnate Milanese e Vigevano (Pavia).

Gli indagati erano le luride «menti» che trovavano i ragazzi da mettere a disposizione dei vecchiacci. Naturalmente non si tratta di giovani qualunque, ragazzini «perfettamente inseriti nel tessuto sociale», come si usa dire oggigiorno, ma minori «con disagi economici ed esistenziali» ha spiegato il gip Livio Cristofaro nel suo provvedimento. Due italiani e un sudamericano molto simili ai ragazzi di vita delle maledette notti romane di Pierpaolo Pasolini: smaliziati, decisi talvolta a testare il proprio sex appeal anche per gioco, sicuramente disposti a tutto pur di guadagnare qualcosa.

Solo due arrrestati sono finiti in carcere: uno che aveva con sé una pistola (probabilmente prestata, il cui titolare - estraneo ai fatti - è stato denunciato per omessa custodia, ndr) e l'altro, che teneva in casa 60 grammi di cocaina e 700 pasticche di ecstasy, forse merce di scambio usata dai viziosi adulti per attirare i ragazzi tra braccia rapaci.

Erano gli stessi ragazzi a proporsi su siti dedicati, su cui offrivano prestazioni. E poi il resto lo faceva il passaparola. In particolare il portale PlanetRomeo come hanno rilevato le indagini telematiche. Va sottolineato infatti che ragazzi e adulti erano consapevoli delle rispettive età e di ciò che stavano facendo: semplicemente a tutti i coinvolti andava bene così. Insomma: questo brutto «gioco» si giocava in due e ognuno sapeva quel che faceva, non c'erano carnefici e vittime (anche se i minori vittime lo sono sempre)

Sulla propria homepage il PlanetRomeo scrive: «Ci piacciono i ragazzi, proprio come a te! Eravamo nati come un sito amatoriale e ora siamo una delle maggiori community online per uomini gay, bisessuali e transgender. Scopri come..».