«Intesa a Sesto? Noi pronti Centrodestra più attento»

Il civico: «Abbiamo la responsabilità di esserci»

Gianpaolo Caponi, candidato sindaco di un cartello civico a Sesto San Giovanni, lei al primo turno ha ottenuto il 24%. Adesso cosa succede? Risulta che siate a un passo dall'accordo col centrodestra.

«Quel che avete scritto è corretto e in linea con la reale situazione. Noi ci siamo aperti a un programma nell'interesse della città. Abbiamo la responsabilità di quel 24%, non solo per essere ago della bilancia ma sui contenuti».

Il confronto è positivo dunque?

«Secondo noi il linguaggio dei partiti non risponde ai bisogni della città. Al di là delle posizioni personali, che sono varie, ci siamo aperti a un confronto, cercando di compiere un percorso che legittimi un forza civica così importante Il centrodestra ha dato disponibilità immediata. Il confronto è in corso e stiamo per sciogliere la riserva».

Cosa vi preme?

«A noi interessa che siano recepiti dei punti programmatici. Ai bisogni della città (urbanistica, sicurezza, povertà) abbiamo risposto con progetti precisi e una nuova forma di politica. La città ha dato una risposta e non me la sento di star fuori dal suo governo. Non me la sento di scegliere la neutralità, la città vuole essere rappresentata».

Il dialogo che direzione ha preso?

«La città è ridotta male, è stata governata male...c'è poco da fare. Noi siamo stati 5 anni con la gente, nei gazebo, proponendo petizioni. Una lista civica ha ragione di esistere quando i partiti non sono in grado di amministrare i bisogni della gente. Tanti non hanno votato, il 24% ha votato noi. Spero che i partiti capiscano e non si rinchiudano nella forza dei simboli. Io non sono anti-partiti ma rappresento un malcontento. Io credo nella politica. La prima domanda dei partiti è: perché così poca gente è andata a votare e uno su quattro vota una lista puramente civica, non una civica travestita».

Il confronto si è aperto col centrodestra.

«Sì, certo, ad oggi mi sento di dire che ci sono probabilità maggiori di un accordo col centrodestra. Lunedì mattina ho ricevuto un'apertura e i complimenti, qualcuno lo ha visto come un risultato che ci deve far aprire gli occhi. E c'è stata un'attenzione molto corretta anche da parte dei vertici».

Lei potrebbe essere vicesindaco in caso di vittoria di Di Stefano?

«Questa non è certo la priorità. Se verrà chiesta mia presenza come garanzia di una rappresentanza, allora valuterò. Di certo, io non scalpito. Comunque, con noi c'è davvero tanta gente competente».

Non lo esclude. E col 24% è un diritto, e forse un dovere, incidere sul futuro di Sesto.

«Non lo escludo perché amo la mia città, e mi sono candidato a sindaco nell'ottica di un cambiamento e mi interessa dare un contributo. In ogni caso, prima dobbiamo vincere, una volta vinto ne discuteremo».

AlGia