Intorno al segno di Dino Buzzati

Dibattiti, incontri e letture per capire l'arte del grande scrittore

Elena Gaiardoni

«A Renzo Cortina il quale, non contento di avermi tratto a perdizione, pervicacemente continua a trarmi, e si propone fortemente di insistere. Egli mi ha fatto ricco, sì ma TOTALMENTE DISONORATO! Con affetto insincero, Dino Buzzati. 7 luglio 1967».

Se per parlare di uno scrittore iniziamo dalle stanze di una galleria d'arte milanese, colonna di vita e del suo sinonimo, cultura, è perché le giornate buzzatiane, in corso al teatro Menotti fino al 22 gennaio, iniziano dall'incontro di una giornalista, Maria Teresa Ferrari, con un quadro dell'autore, noto per aver dato segno e corso al «Deserto dei Tartari», che Buzzati stesso definì «il libro della mia vita».

Il titolo della rassegna è «Intorno a Dino Buzzati. Incontri, libri e teatro» perché il mondo di uno scrittore è un palcoscenico carnale, fortificato, inespresso che difficilmente si vede quando lo si legge. «Il segno. Il tratto. La pennellata. Termini legati alla pittura, ma non dimentichiamo che anche l'arte dello scrivere è un'arte pittorica» racconta Maria Teresa Ferrari, che stasera interviene al Menotti (ore 18) in «Un clandestino nella città dei pittori», insieme ad Antonio Panzuto, scenografo e vincitore del premio «Le maschere del teatro italiano», proprio per le scenografie del «Deserto dei Tartari», in scena in queste sere sempre al Menotti in un adattamento teatrale di Paolo Valerio, regista dello spettacolo del Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale.

La calligrafia è di-segno, ovvero di-vertimento e di-versione del segno. La calligrafia è pittura della voce interiore coniugata all'altra voce, quella dell'ispirazione, apparentemente esterna. Buzzati aleggia sul palcoscenico, dove la scrittura di scena è parola, oggetto, quadro, libro. Domani (ore 17) la rassegna presenta «Poema a fumetti», «l'opera più completa e complessa dell'universo buzzatiano» dice la Ferrari. Spettacolo di immagini e parole, interpretato da Paolo Valerio, musiche originali di Antonio di Pofi, al pianoforte Sabrina Reale. Domenica alle 11 l'incontro «Dino Buzzati e la fortezza Bastiani» con i giornalisti del «Corriere della Sera» Lorenzo Viganò e Marzio Breda.