«Inutile pagliacciata, il bando è da ritirare»

«L'assessore Pierfrancesco Majorino non ha mantenuto la parola data al Consiglio». Il consigliere del Polo dei Milanesi, Matteo Forte, legge i nomi delle sigle che partecipano al bando per i luoghi di culto e inveisce. Ricorda che Majorino aveva garantito la «pulizia» dall'Albo delle associazioni religiose autorizzate a partecipare all'asta, sigle presenti nelle black list dei governi stranieri. «Così non è stato, all'area dell'ex Palasharp concorre anche l'associazione turca Milli Gorus (in cordata con l'Associazione islamica di Milano, ndr.), una realtà presente nel Rapporto annuale del Ministero degli Interni tedesco». A pagina 249 dell'edizione 2013, Milli Gorus viene descritta «come la più grande organizzazione islamista della Germania, con 31mila membri, che in tutto il mondo conta su 114 mila associati. Quel che preoccupa le autorità tedesche, e dovrebbe interessare anche noi italiani, è che tra gli obiettivi principali si annoverano “la creazione di una nuova grande Turchia, il superamento della laicità e l'istituzione di un ordine sociale islamico“». E Forte fa presente che alla busta presentata da Milli Gorus per l'area di via Sant'Elia «si aggiunge quella del centro islamico di viale Jenner, che il Dipartimento del Tesoro statunitense definì “la principale base di al-Qaeda in Europa“». Majorino «risponda di questa sua mancanza all'aula» e «rassicuri i cittadini della zona 8, se ha elementi per farlo». Il Comune fa sapere di essere «in attesa del pronunciamento del Ministero degli Interni».

Il consigliere Fdi è convinto che il bando sui luoghi di culto finirà in fumo. «A 70 giorni dalla chiusura - puntualizza - è stata aperta solo una delle tre buste presentate da ogni proponente, l'assegnazione è ancora lontana perché il sindaco Pisapia e Majorino stanno aspettando il pronunciamento della Corte Costituzionale, di fronte alla quale il Governo di Renzi-Alfano si è costituito, sperando che abroghi la legge regionale sulle moschee» che vieterebbe nei fatti la costruzione» sulle aree scelte da Palazzo Marino. De Corato sintetizza: «Stanno allungando il brodo perché sanno che, alla luce della legge varata dalla Regione pochi mesi fa, il bando è irregolare». E anche l'assessore regionale Viviana Beccalossi ricorda al Comune «che la legge della Lombardia sulla costruzione di nuovi luoghi di culto è perfettamente in vigore e va rispettata, lo dice anche il Tar».