Invasione di zanzare: la causa sono i ritardi nella disinfestazione

Qualcosa sicuramente non ha funzionato. Se a fronte di una spesa di un milione e settecentomila euro destinati quest'anno (peraltro tanti quanti lo scorso anno) alla lotta alle zanzare i risultati sono quelli che tutti i milanesi provano sulla loro pelle, pare evidente che qualcosa è andato storto. È il buonsenso a dirlo. Prima ancora che il dito di Pietro Tatarella, consigliere PdL, punti dritto contro il Comune per dire che questa volta andrà fino in fondo. Secondo lui ci sono stati ritardi che si sono sommati a ritardi. Ci sono stati servizi che non sono stati fatti quando e come doveva essere.
«Già due mesi fa in aula avevo denunciato irregolarità nella disinfestazione dei tombini e anche di alcune scuole dove non era passato nessuno a fare il servizio ma come al solito la mia segnalazione è caduta nel silenzio», spiega Tatarella. Ora non solo vuole sapere «perché» ma quello che chiede è che dal prossimo anno la battaglia alle zanzare torni nuovamente nelle mani del Comune, come succedeva qualche anno fa invece di essere affidato a Amsa che poi lo appalta a una società terza. E per finire vuole sapere perché «chi doveva controllare in Comune non ha controllato». Dall'Amsa confermano che la società non rispettava i tempi, e a primavera è stata fatta un'altra gara con procedura d'urgenza per assegnare ad altri l'incarico. È diretto Tatarella perché a maggio in aula aveva denunciato «anomalie nel servizio». «Tanto che Amsa aveva poi riaffidato il servizio a un'altra società e lì si è perso altro tempo prezioso - racconta - Ma la disinfestazione deve iniziare a marzo. Se a primavera non viene fatta correttamente la lotta alle larve dopo è troppo tardi». E non c'è più possibilità di recuperare. «I risultati infatti si vedono», chiosa. Non solo. Il Comune solitamente oltre a delegare Amsa, interviene direttamente affidando altri due incarichi. Si tratta della disinfestazione delle risaie (una gara da 170mila euro) «e anche questa è stata fatta in ritardo, solo due mesi fa», denuncia ancora Tatarella. E l'altra invece per individuare un «referente scientifico» che si occupa durante i periodi di picco di monitorare dove devono essere fatti gli interventi mirati.
Quest'ultima gara non è ancora stata fatta. Si tratta di un'altra discreta somma, 130mila euro ancora da assegnare. In Comune sostengono che i tempi di quest'ultima gara dipendono anche dal clima. Quest'anno con le piogge e il freddo di primavera i tempi si sono ulteriormente allungati. Certo è che a una settimana dall'inizio di agosto ancora il «referente» per monitorare la città non è ancora stato individuato. In Comune segnalano che quest'anno il picco è arrivato solo ora, rispetto allo scorso anno quando l'invasione delle zanzare è capitata ai primi di luglio. Allora c'erano state 8 segnalazioni al giorno, quest'anno sostengono che ne ricevono solo 15 alla settimana. Forse solo per telefono. Perché la bacheca su facebook del sindaco Pisapia è piena di segnalazioni. «Il Comune ha perso tempo con le bat box e con i pipistrelli che avrebbero dovuto divorare tutte le zanzare di Milano. Hanno speso soldi col superconsulente di metodologie sostenibili senza invece considerare quello che andava fatto come la bonifica delle risaie che è stata fatta in ritardo», aggiunge anche Fabrizio De Pasquale.
In Comune ribattono che «l'impegno dell'Amministrazione è costante». I soldi, questa volta, non mancavano. Ma intanto la città è invasa dalle zanzare.