«Io e Marcorè, due mosche a Milano»

Pacifico porta in scena uno show di gag e canzoni

Ferruccio GattusoCi sono affinità che nascono in modo così naturale da sembrare predestinate: quelle tra Gino De Crescenzo in arte Pacifico e Neri Marcorè appartengono a questa categoria. Il primo, cantautore già Targa Tenco, compositore e autore per molti artisti della scena italiana, il secondo attore comico e drammatico, imitatore, persino conduttore televisivo. Fatti per capirsi nel connubio tra parole e musica: «Siamo diventati amici per caso spiega Pacifico Ora non è raro che andiamo in vacanza assieme. A lui piace la musica, suona la chitarra, ama cantare ed è molto legato a due o tre mie canzoni, io da un po' amo scrivere, ho ancora i miei progetti musicali, sto lavorando a un nuovo disco che vorrei finire entro l'anno, ma al contempo investo parecchio tempo nella scrittura di un romanzo, una storia che ha come protagonista un uomo che ha perso la memoria». Tutto questo per dire che, forse, non c'è nulla di strano nel vedere Pacifico e Neri Marcorè insieme sul palcoscenico questa sera al Santeria Social Club (ore 21.30, ingresso 18 euro , info 02.36.79. 81.20) dopo il successo raccolto nelle prime cinque date a Genova, Firenze, Roma, Bari e Jesolo nello spettacolo intitolato «Le Mosche». Esattamente come il libro che Pacifico ha pubblicato lo scorso ottobre per i tipi di Baldini & Castoldi. «Era un taccuino, che non aveva la presunzione di farsi libro spiega il cantautore milanese di origini napoletane, ex Rossomaltese - Era un quaderno tutto rattoppato, pieno di segnacci e cancellature, con pensieri buttati su carta ma anche qualche mio post su Facebook recuperato. Aneddoti autobiografici e qualche riflessione sui cambiamenti occorsi nella mia vita, come quando nel giro di poco tempo ho perso mio padre e sono diventato padre di un bimbo». Nel live «Le Mosche», Pacifico si offre al pubblico in veste di attore, narratore, cantautore ma, imprevedibilmente, anche entertainer: «Io e Neri abbiamo molto affiatamento: nello show lui cantiamo insieme, improvvisiamo come se fossimo in un vecchio varietà, ci sarà spazio anche per imitazioni, riflessioni serie e divertenti». Milano avrà uno spazio suo, ovviamente: «Ci sono nato a Milano. Sono cresciuto nella sua periferia. Con gli amici si diceva domenica si va a Milano, la città era solo a 800 metri dai nostri palazzoni ma era comunque un altro posto: i cinema d'essai in via Lanzone per me vorace cinefilo, l'estate di musica all'Arco della Pace. Oggi è cambiata, da qualche tempo vivo a Parigi e osservo Milano da lontano: è una città che mi sembra all'inizio di qualcosa, mi sembra un posto di cui molti, un giorno, avranno nostalgia».