«Io, il mossiere arbitro unico di una gara allo spasimo»

Il «mossiere» è il responsabile unico della validità della partenza di un palio. Deve garantire l’allineamento al canapo dei cavalli, secondo l’ordine stabilito dal sorteggio, e può richiamare i fantini scorretti, oltre che invalidare e far ripetere la partenza, se ritiene che non si sia svolta secondo le condizioni prescritte. A conclusione della competizione deve redigere un verbale per il sindaco della città, «supremo magistrato» della manifestazione. «Il mossiere è una figura che viene sempre cambiata all’interno dei palii per evitare scorrettezze - dice Bartolo Ambrosione, mossiere ed ex olimpionico di “completo“ -. Dev’essere anche un dilettante, cioè fuori dal mondo dei palii».
Che sembra una realtà a se stante, con le sue forti tradizioni e le sue regole...
«Sì, è un ambiente molto affascinante, in cui si respira una fusione tra la storia e la tradizione».
Lei viene dai concorsi ippici, un altro tipo di competizione. Come pssono appassionare ugualmente due tipi di competizione così diversi?
«Prima di conoscere direttamente un palio, in effetti, mi sembrava un tipo di gara troppo violenta. Poi ho avuto modo di entrare come mossiere, e ho capito che è impossibile non appassionarsi ai palii, se li ferquenti. La tensione è fortissima».
Cosa dire dei rischi che corrono cavalli e fantini?
«Il rischio fa parte del gioco, ma non esclude l’amore per gli animali. Inoltre oggi c’è più attenzione a ridurre il grado di pericolosità, per quanto possibile».