Io, «turista» fra mendicanti e minacce 1 milione 500 5 milioniI numeri

Ci sono le ragazze della comunità di recupero per tossicodipendenti che vogliono una firma e un contributo; i venditori di braccialetti che, pur di fartene comprare uno, te lo tirano addosso, proprio come i cingalesi con le rose. Poi è la volta dei profughi etiopi che, con tanto di cartellino (ma chi glielo dà? e poi sarà autentico?), offrono libri e sorrisi smaglianti, seguiti da anonime frotte di cinesi che vorrebbero cambiarti il guardaroba con foulard e sciarpe contraffatti e anziane donne rom dallo sguardo triste istruite da giovani furbetti su come mendicare. Qua e là, poi, ci sono i nostri poveri. Quelli veri, quelli tramortiti dalla crisi. Si riconoscono subito: solitamente allungano la mano smarriti. O siedono sul marmo gelido, a terra, davanti a un cartello, incapaci di guardare in faccia i passanti perché loro, la questua, non la fanno di mestiere e di essere finiti così, magari a 50 anni suonati, si vergognano tanto. Li puoi incontrare tutti in un sabato come quello di ieri, lungo il serpentone di gente che da piazza San Babila si snoda per corso Vittorio Emanuele fino alla Galleria, a piazza Duomo e a piazza Mercanti.
L. F., milanese, 58 anni, carattere appassionato e una cultura di chi il mondo l'ha girato per davvero, li conosce tutti, uno per uno. Con alcuni ci parla pure, altri l'hanno persino minacciata. Anche lei, oltre all'occhio clinico, ha un tesserino, ma il suo è autentico. E ha studiato parecchio per ottenerlo. Dovrebbe fare infatti la guida turistica per la Milano dell'Expo, metropoli internazionale. Ma fatica a tirare avanti. Sia perché la concorrenza abusiva da una parte e quella dei volontari chic dall'altra è scandalosa. Sia perché di magnificare un patrimonio artistico unico al mondo e abbandonato al degrado più totale, senza rispetto per un passato coi fiocchi che altri sarebbero onorati di celebrare ed evidenziare, le pesa come un macigno.
«Le leggi sono discriminatorie, non tutelano gli italiani che hanno veramente bisogno e aiutano, invece chi, magari di giorno vende pannocchie sul sagrato del Duomo e la notte, poi, la passa a spacciare, “gestito” da una mafia straniera invisibile ai più ma molto efficiente - spiega -. Io stessa, nonostante il mio background, sono costretta a farmi aiutare da mio fratello per tirare a fine mese. Mi sono rivolta all'ufficio adulti in difficoltà di viale Ortles, mi hanno assicurato che avrebbero preso a cuore la mia situazione, ma hanno sottolineato che vengono prima gli extracomunitari con i figli. E io non chiedevo un aiuto, ma di fare il mio lavoro».
L. F. ci guida in largo Corsia dei Servi a vedere quel che rimane delle Terme Erculee, le più grandi dell'antica città di Mediolanum, i cui resti non sono segnalati da nemmeno uno stinto cartello, ma circondati da deiezioni canine e umane. Facendoci largo tra i mendicanti, tra turisti intenti a tenersi la borsa stretta (una norvegese incontrata in galleria Vittorio Emanuele ci confessa, imbarazzata, di essere stata derubata durante una visita all'interno della Scala, ndr), attraversiamo il Duomo invaso da venditori per arrivare fino al cuore della città, piazza Mercanti, centro della vita cittadina in epoca Medievale e ora, tra il Palazzo della Ragione e quello dei Giureconsulti, teatro di risse notturne tra spacciatori nei maleodoranti angoli dove spuntano a malapena i fasti dei Visconti. «Qualche giorno fa i resti del vicino fast food erano sparsi davanti alla scalinata d'accesso del Palazzo della Ragione, i cestini traboccavano di spazzatura - conclude L. B -. Se questo è il biglietto da visita di Milano, vi prego, svegliatemi da questo incubo. E poi spiegatemi: la vera povertà qual è?».


In Lombardia vive il 23,2% degli immigrati regolari (982.225). La comunità più numerosa è quella romena (21%).


Sono le guide turistiche abilitate - con il tesserino rilasciato dal Comune - a Milano. Molte non lavorano nel campo.


Sono i turisti che vengono a Milano ogni anno(in testa tedeschi, giapponesi e cinesi). Non restano più di 2 giorni.

Le guide turistiche abusive, che sono perlopiù di passaggio. In testa cinesi, seguiti da russi e turchi