Iscritti al Famedio 29 nomi. Le «quote rosa»

Da Fiorucci a Pirelli a Ronconi, le personalità onorate al Monumentale (con 14 donne)

Sono 29 i nuovi nomi iscritti al Famedio del cimitero monumentale. La cerimonia di scoprimento delle lapidi ieri mattina, alla presenza del sindaco, Giuliano Pisapia. Le nuove personalità ricordate per aver dato lustro alla città sono quindici: tra di loro il regista teatrale Luca Ronconi, l'imprenditore Leopoldo Pirelli, la prima donna presidente della Regione Lombardia Fiorella Ghilardotti, lo stilista Elio Fiorucci, scomparso pochi mesi fa, e Elena Fischli Dreher, partigiana milanese.

Per il primo anno al Famedio sono state iscritte 14 donne che hanno contribuito a rendere grande Milano, un gesto per recuperare la parità di genere persa negli anni. Tra loro Maria Montessori, una delle prime donne medico, Bianca Milesi, politica e pittrice, e la giornalista del Corriere della Sera, uccisa mentre era inviata in Afghanistan, Maria a Grazia Cutuli. Alla cerimonia il vice sindaco Francesca Balzani, ha voluto ringraziare il sindaco per «aver dato spazio e valore alle donne».

«Milano anche quest'anno torna al Famedio per ritrovare se stessa - ha detto Pisapia - onorare le donne e gli uomini che tanto hanno donato alla nostra città», che «hanno contribuito a costruire e a rendere migliore». Un momento «quest'anno ancora più significativo» - ha aggiunto - per la scelta dell'iscrizione di 14 donne che hanno reso grande Milano: una decisione «non formalistica ma di fedeltà a una identità» perché Milano «ha aperto la strada al protagonismo femminile».

«La Milano dell'Expo non nasce dal nulla - ha detto Pisapia - ma da una grande tradizione di milanesi che dal Rinascimento al Risorgimento alla Resistenza hanno interpretato la vita come dono per altri». «Grazie al loro esempio - ha detto il sindaco - Milano può guardare al futuro» e partendo «dalle sue radici forti e fruttuose» ora «dobbiamo andare avanti, per la nostra città e per tutti coloro che guardano a Milano con rinnovata fiducia e speranza».

L'arcivescovo Angelo Scola ha celebrato nella Basilica di Sant'Ambrogio una messa in suffragio dei caduti in servizio e di tutte le guerre.