Un itinerario nel Piacentino tra salumi e vini capolavoro

La Val Tidone offre anche percorsi sportivi, bellezze naturali e borghi medievali ricchi di storia e tradizioni

A meno di un'ora di auto da Milano, la val Tidone si apre come un fiore profumato e invitante. Incastrata tra le province di Milano e Pavia, perla del Piacentino, è terra ricca di suggestioni e cose belle e buone. Si raggiunge facilmente sia con la A1 (uscita Casalpusterlengo) sia prendendo via Ripamonti e seguendo la SS412 nelle sue varie trasformazioni. La vicinanza con la metropoli e la sua gradevolezza l'hanno resa luogo d'elezione di molti milanesi che qui hanno ristrutturato antiche cascine o costruito ex novo ville e casali. Le colline sono ricoperte di vigneti tanto che, con la vicina Val Luretta, viene chiamata la «Valle di Bacco».

Il nostro viaggio, con partenza la mattina da Milano, prevede una sosta nel centro del paese che rappresenta la porta della valle, Borgonovo Val Tidone. Qui ci accoglie la pasticceria Mera. Non ha servizio di caffetteria, ma ha straordinarie brioche oltre a mignon, praline, dolci di stagione e torte deliziose, come, nomen omen, la «Deliziata»: frolla, marmellata di lamponi, pasta morbida al cioccolato.

Siamo nelle terre del grande poeta piacentino Ferdinando Cogni che traduceva Catullo in dialetto, siamo in un punto strategico: qui sorge il Castello di Borgonovo. Nato come «oppidum Borgonuovo», eretto nel 1196 dal Comune di Piacenza per proteggere il confine occidentale dei suoi territori venne acquistato nel 1875, per 80mila lire dal Comune che ne fece la sua sede. Prima del Castello, venendo da Milano, c'è l'azienda di uno dei grandi artigiani del gusto, Angelo Capitelli. Angelo produce salumi d'eccellenza, tra cui il «San Giovanni», per me il miglior prosciutto cotto italiano (e quindi del mondo). Da provare anche «La Giovanna», un po' pancetta, un po' prosciutto con una leggera affumicatura e la morbidezza che deriva dal miele.

L'appetito è stato stuzzicato e allora ci accoglie la Palta di Bilegno, appena fuori il centro abitato. La «palta» era il negozio, bar, tabacchi delle frazioni, «una di quelle drogherie di una volta / che tenevano la porta aperta davanti alla primavera» (Paolo Conte, Boogie). La Palta, ora, è il ristorante di Isa Mazzocchi e della sua famiglia. Isa, una delle migliori cuoche italiane, interpreta i sapori della tradizione e del territorio con brio: uovo in camicia con pesce gatto, pancetta e piselli; tagliolini alle ortiche con lumache e prugnoli; frittata agli asparagi piacentini con tartufo nero.

La tappa successiva è qualcosa di unico. L'azienda agricola Castelbosco di Gianantonio Locatelli produce latte per il Grana Padano: 3.500 bovini di razza selezionata danno, ogni giorno, circa 500 quintali di latte e 1.500 di sterco. Da questo Locatelli ha ricavato elettricità (3 megawatt all'ora) e riscaldando e illuminando l'azienda. Poi ha creato, con la collaborazione di artisti e scienziati, uno stupefacente «Museo della Merda», tra memorie storiche (dallo scarabeo stercorario egiziano alle case costruite con lo sterco) e opere d'arte fatte con questo speciale «materiale».

Ripreso il cammino, in un tiepido pomeriggio, ci fermiamo all'azienda agricola Lusenti, dove Lodovica, una delle donne del vino italiano, produce alcuni capolavori declinando le uve del territorio: Gutturnio, Ortrugo, Malvasia, Bonarda.

Con il vino è tornato l'appetito, ma prima della tavola dell'Agriturismo Il Negrese, saliamo all'impressionante Rocca d'Oligisio, secondo la leggenda edificata nel VI secolo da Giovannato Miles, padre delle Sante Liberata e Faustina. La Rocca è stata molte cose: monastero, fortezza, rifugio di partigiani, luogo di battaglie.

Al Negrese, passiamo dai pisarei e fasò alla coppa arrosto e ai bolliti misti, dove spicca la gallina del pollaio.

Spettacolari anche la Diga del Molato, e il lago di Trebecco. Un'opera che ha quasi 100 anni (1921-1928) ma ancora svolge la sua funzione, con una facciata a più livelli di archi multipli. Accanto al lago passa il «Sentiero del Tidone» che parte da Gerra Vecchia (Boscone Cusani, comune di Calendasco) e seguendo il fiume, arriva alla sua sorgente, in provincia di Pavia, 69 chilometri, quasi tutti in terra battuta, ideale per trekking, mountain bike, cavallo. La prossima volta, magari. Ah, prima di ripartire, facciamo scorta degli ottimi yogurt e formaggi spalmabili alla latteria Pievetta di Castel San Giovanni.