Johnny Daverio direttore generale Venerdì Beccalossi all'assessorato

Cambi al vertice per la sanità lombarda. A cominciare dal direttore generale regionale: durante la giunta di venerdì sarà resa ufficiale la nomina di Giovanni Daverio. Prenderà il posto di Walter Bergamaschi, che si è dimesso per ricoprire il ruolo di direttore generale dell'Università degli Studi di Milano. Il presidente lombardo Roberto Maroni ha annunciato che nominerà anche un vice direttore vicario (che sarà scelto dal nuovo direttore generale) perché si occupi specificatamente di strutture ospedaliere.

Già direttore generale dell'Asl di Varese, con Maroni Daverio è diventato direttore generale dell'assessorato al Welfare. Ora la nuova nomina del fedelissimo del presidente, che lo aveva «seguito» anche al ministero del lavoro. I due tra l'altro si conoscono da molto tempo perché membri della stessa jazz band, i Distretto 51, di cui Daverio (detto Johnny) è l'altra voce. La nomina è quindi certamente motivata dall'estrema fiducia che Maroni pone in Daverio, dopo i recenti scandali sulla sanità che hanno portato anche all'arresto di un altro suo «fedelissimo», il consigliere regionale leghista Fabio Rizzi.

Nel suo intervento di fronte ai medici del Niguarda, il governatore ha confermato che «ci sarà anche la nomina del nuovo assessore. Cogliamo l'occasione del cambio al vertice della sanità per fare tutto. Non vedo motivi per rinviare a giugno come ha chiesto qualcuno». Tra i papabili per ricoprire l'incarico che fu di Mario Mantovani, resta il nome di Viviana Beccalossi, in quota a Fratelli d'Italia ma ben vista dal governatore per il suo lavoro in Regione. La nomina alla Sanità della Beccalossi comporterebbe un mini rimpastino di giunta poiché andrebbe riassegnato anche l'assessorato all'Urbanistica.

Maroni gioca d'anticipo e accorcia i tempi delle nomine. Tuttavia la stessa cosa non si può dire per l'Arac, l'agenzia anti corruzione regionale: oggi Maroni incontrerà il Governo e «se andrà bene, la prossima settimana ci sarà la nomina del presidente del Consiglio di amministrazione». Tuttavia, puntualizza il presidente, «si tratta di un happy problem, perchè ci sono arrivati 80 curriculum eccellenti e quindi sarà più difficile che non se dovessimo scegliere fra tre o quattro».

MaS