Kabobo, definitivi i 20 anni al picconatore

Nel maggio del 2013 il ghanese uccise tre persone incontrate per strada

È definitiva la condanna a 20 anni di carcere per Adam Kabobo, il ghanese di 34 anni che all'alba dell'11 maggio 2013 seminò il terrore nel quartiere Niguarda ammazzando tre passanti a colpi di piccone. Nei giorni scorsi, infatti, si doveva tenere l'udienza in Cassazione per discutere il ricorso ma la difesa ha rinunciato e così la Suprema Corte ha decretato che la pena è diventata definitiva. La tesi dell'incapacità totale di intendere e di volere, sempre sostenuta dai legali del ghanese, non era stata accolta né in primo né in secondo grado.Per Kabobo, nel gennaio 2015, era arrivata la conferma dei 20 anni di carcere da parte della seconda sezione della Corte d'Assise d'appello di Milano che aveva riconosciuto all'immigrato soltanto un vizio parziale di mente, condannandolo anche a 3 anni di casa di cura e custodia (una misura di sicurezza a pena espiata e applicata per la sua «pericolosità sociale»). La difesa, poi, ha fatto ricorso alla Suprema Corte per chiedere che venisse ricalcolata e diminuita la pena, anche attraverso la concessione delle attenuanti generiche. Successivamente, però, c'è stata la rinuncia alla discussione. Kabobo uccise a colpi di piccone Daniele Carella, 21 anni, i cui genitori, parti civili, sono stati rappresentati dagli avvocati Antonio Golino e Jean-Paule Castagno. Tra le parti civili, rappresentati dai legali Salvatore Scuto e Anna Cifuni, anche Andrea Masini, figlio di Ermanno, pensionato di 64 anni anche lui ucciso, e i familiari di Alessandro Carolè, ammazzato a 40 anni. Lo scorso gennaio, tra l'altro, per Kabobo è stata confermata anche la condanna a 8 anni di reclusione per il tentato omicidio di altre due persone ferite quel giorno.Nel corso dei colloqui con i periti del tribunale avvenuti nel carcere di san Vittore, il ghanese aveva raccontato di aver agito perché istigato dalle «voci» che sentiva. «Queste voci - le sue parole - mi dicevano che la popolazione africana, la parte del nord anche loro stavano uccidendo le persone a picconi quindi mi sono sentito anch'io di fare la stessa cosa. Le voci mi dicono che io sono il creatore del mondo... che... venendo qui in Italia avrei sofferto di più e avrei capito che io sono veramente il creatore del mondo». L'imputato, però, era stato giudicato incapace di intendere e parzialmente capace di volere, e per questo era stato ammesso a giudizio. Kabobo, inoltre, è stato condannato in secondo grado anche alla pena di 8 anni per aver aggredito e ferito gravemente due uomini che quella mattina di terrore del maggio di tre anni fa a Milano aveva incontrato sulla sua strada.