Kabobo non parla. Ma sceglie l'avvocato

È destinato a trasformarsi in un caso giudiziario senza precedenti il processo a Mada Kabobo, triplice assassino. Perché se i periti nominati ieri mattina dal tribunale per valutare le condizioni mentali del ghanese non riuscissero a avviare un dialogo con lui, reso impossibile dalle difficoltà di linguaggio, a quel punto la giustizia dovrebbe arrendersi alla incomunicabilità. A non poter capire se Kabobo è folle o sano di mente. Cosa accadrebbe a quel punto è presto per dirlo. Ma per dare una idea della delicatezza della situazione, basti sapere che i magistrati nei giorni scorsi sono andati a rileggersi uno dei casi più celebri di incomunicabilità giudiziaria, quello del ragazzino francese allevato dai lupi, con cui non si riuscì in alcun modo ad entrare in contatto. Ma se il caso del «Mowgli» francese venne risolto nel più triste dei modi dalla morte del ragazzino, Kabobo invece sta bene, almeno fisicamente. E la giustizia dovrà in qualche modo, alla fine, decidere se processarlo e candidarlo all'ergastolo, o chiuderlo in manicomio.
Ieri mattina, mentre davanti al giudice preliminare Andrea Ghinetti si teneva l'incidente probatorio per stabilire la perizia mentale sull'imputato, davanti al tribunale la Lega Nord protestava contro la decisione del giudice, che potrebbe sfociare in un salvacondotto al protagonista del più sconcertante episodio di violenza avvenuto a Milano negli ultimi tempi. L'uccisione a colpi di piccone di tre persone, all'alba dello scorso 11 maggio, per la Lega non può essere liquidata come un atto di follia.
Ma il codice, in questi casi, non prevede deroghe. Così da lunedì prossimo due medici di vaglia, Ambrogio Pennati e Isabella Merzagora, inizieranno a incontrare Kabobo a San Vittore: potranno incontrarlo tutte le volte che vorranno, ma entro metà settembre dovranno inviare al giudice le risposte alle tre domande. Kobobo è socialmente pericolo? É in grado di partecipare al processo, capendo quel che accadrà? E quando ha ammazzato senza motivo tre persone, era in grado di intendere e di volere? Se la risposta affermativa al primo quesito appare scontata, per rispondere alle altre due i medici dovranno superare lo scoglio della lingua. Solo parlando con Kabobo si può capire cosa abbia in testa. Ma Kabobo parla solo un dialetto africano sconosciuto anche alla maggioranza degli interpreti.
Eppure questo analfabeta incapace di comunicare col mondo, apparentemente chiuso in un mondo tutto suo, è riuscito a scegliersi e a nominare un avvocato di fiducia. Come ha fatto? «La verità - spiega il legale, Benedetto Ciccarone - è che l'unica forma che per adesso Kabobo ha di comunica con l'esterno è un inglese elementare, quasi maccheronico. Quando parla non si capisce quasi nulla perché pronuncia le parole a modo suo, però se gli si parla piano esponendo concetti elementari è in grado di comprendere. É così che mi ha nominato difensore di fiducia». Ma se è analfabeta come ha firmato la nomina? «Questo è un segreto professionale. Ma la firma c'è, e il giudice l'ha vista».