Via l’elisoccorso da Linate, rivolta contro Prodi

Mezzi in azione 24 ore su 24 anche per il trasporto di organi e medici

«Irresponsabili», «incoscienti» e «sconsiderati»: tris di aggettivi che vanno per la maggiore tra gli amministratori pubblici chiamati a commentare l’«abbattimento» della squadra di elisoccorso di Linate. «Abbattimento» della squadriglia collegamenti e soccorsi dell’aeroporto militare, dopo sessant’anni di onorato servizio ai milanesi, deciso dalla Finanziaria, dai tagli alla difesa.
Squadriglia che per mission ha il soccorso agli equipaggi di volo militari, la ricerca e soccorso di persone, il recupero e il trasporto di traumatizzati, di organi ed équipe mediche. «Missioni che, in una sola parola, garantiscono la sicurezza dei cittadini. Cancellare la squadriglia search and rescue, ricerca e salvataggio, di Linate è da irresponsabili» osserva Roberto Formigoni. Il presidente della Regione Lombardia definisce la decisione «fatto grave, inaudito» perché «lascia scoperta una zona vastissima del Paese»: «L’elicottero, si sa, è un mezzo operativamente versatile in ogni condizione d’emergenza. Che fare? La Regione non può accettare questa situazione che desta allarme e preoccupazione, lo metteremo per iscritto in una lettera al governo dove chiederemo o di sospendere questa scelta o di intervenire per ridare certezza di interventi».
Iniziativa, quella del Governatore lombardo, che s’accompagna a una pressione sul governo pure garantita dal Comune di Milano: «È impensabile restare sguarniti sul fronte del pronto intervento. Questo regalo che Romano Prodi fa al Nord è gravissimo perché incide sulla sicurezza e colpisce, tra l’altro, un nucleo operativo in funzione ventiquattrore su ventiquattro anche negli allarmi antiterrorismo» rimarca Riccardo De Corato.
E mentre il vicesindaco preannuncia pure un intervento dei parlamentari milanesi e lombardi della Cdl, dalla sede di via Taramelli della Protezione civile interviene anche Massimo Ponzoni: per l’assessore lombardo lo stop ai servizi della Sar di Linate non è solo «l’ennesimo schiaffo del governo Prodi nei confronti del Nord, che da Roma riceve solo cartelle esattoriali e tagli ai servizi» ma è «innanzitutto un danno grave,una ferita nel sistema della protezione civile». E il pensiero corre al supporto fornito dalla squadriglia alle popolazioni colpite dal terremoto dell’Irpinia nel 1980, dalle alluvioni in Valtellina, Val Formazza e Val Brembana nel 1987, Piemonte nel 1994, Versilia e Carnia nel 1996, a Sarno nel 1998 e nel Nord Ovest nel 2000.
Elenchino di interventi seguito dall’Ambrogino d’oro riconosciuto alla squadriglia dal Comune di Milano e dalla medaglia d’oro al valore aeronautico per un soccorso compiuto di notte a favore di tre civili in imminente pericolo di vita, a causa dell’esondazione di un torrente, alla presenza di condizioni meteorologiche proibitive con pioggia e nebbia. «Interventi» che, chiosa Mariastella Gelmini, coordinatore lombardo di Forza Italia, vengono «ignorati dalla sinistra»: «Cancellare la squadriglia di elisoccorso è coerente con la Finanziaria e dà il segno di quanto la sinistra sappia farsi interprete del Nord. Anche dopo il passaggio messianico di Walter Veltroni da Milano».