L’«occhio» che inchioda i killer

Altro che Grande Fratello. Basta critiche pretestuose, l’occhio tecnologico a volte è meglio di un detective. Senza lunghe indagini o interrogatori, sbatte il malvivente dritto dritto in gattabuia.
Non ci fosse la video-sorveglianza, probabilmente due dei casi più inquietanti dell’ultimo mese sarebbero ancora irrisolti. Ricordate il trans di via Novara ucciso da due giovani balordi dopo essere stato stuprato, il 29 luglio scorso? Furono loro, le telecamere a testimoniare la fase del sequestro che precedette le coltellate fatali. E per gli inquirenti fu un gioco da ragazzi individuare poi i colpevoli in pochi giorni.
Non è un caso: Milano è la città più sorvegliata d’Italia con le 700 telecamere del comune (tra cui proprio quella di via Novara), 1.300 occhi elettronici nelle tre linee della metropolitana, più gli impianti installati da banche, centri commerciali, negozi... e i due elicotteri spia telecomandati da una centrale operativa e in grado di fare filmati e scattare foto.
Sono però decisive, le telecamere, anche in provincia. Chi ha individuato il killer della 77enne di Desio uccisa durante uno scippo lo scorso 9 agosto? Sempre loro, gli occhi elettronici piazzati all’interno di un benzinaio. Altro che Sherlock Holmes.